venerdì, Agosto 21, 2026
ColumnistNews

IL COLUMNIST di Luca Russo / L’ESCALATION DI SUCCESSI DI MARESCA, NON ASPETTATO A PARMA

(Luca Russo) – In una delle conferenze stampa cui Enzo Maresca si è prestato durante il Mondiale per Club, quando un giornalista gli ha chiesto se si sentisse snobbato o sottovalutato dall’Italia, l’allenatore che ha condotto il Chelsea sul tetto del mondo ha risposto che la cosa non lo stupiva perché è da tanti anni che è via dall’Italia, lontano dai “radar” mediatici nostrani, circostanza che naturalmente ne fa un tecnico poco chiacchierato entro i confini dello stivale e di riflesso altrettanto “attenzionato” dai tifosi e dai semplici appassionati del Bel Paese.

Quesito interessante, risposta calzante. E che, per la verità, si può addirittura allargare, estendere, retrodatandola al periodo durante il quale Maresca si è caricato sulle spalle la responsabilità di guidare la panchina del Parma: nemmeno ai quei tempi, Serie B 2021/2022, godeva della dovuta considerazione. Logico, direte voi sulla scia di quella che fu l’esperienza Crociata del coach originario di Pontecagnano, un’esperienza deludente chiusa dall’esonero dopo appena 13 giornate, coi Ducali quattordicesimi in classifica a quota 17 punti.

La toppa applicata dal subentrante Iachini si rivelò, però, ben presto peggiore del buco causato da Maresca, perché i gialloblu conclusero la stagione a 49 punti e dodicesimi in classifica, a distanza siderale dalle posizioni di vertice e lontanissimi pure dalla zona playoff. Una media di 1,3 punti a partita per il primo, di 1,28 per il secondo, nel complesso un’annata tutt’altro che allineata alle ambizioni del club che avrebbe voluto cancellare rapidamente l’onta della retrocessione maturata durante il campionato di Serie A 2020/2021.

Il resto è storia più o meno nota. Dopo il Parma, Maresca ritorna al Manchester City nelle vesti di collaboratore tecnico (2021/2022) e alla corte dei Citizens, diretti in panchina da Pep Guardiola, conquista Premier League, FA Cup e Champions League. Successivamente viene ingaggiato dal Leicester (2023/2024), fresco di retrocessione in Championship, e lo riporta subito in Premier League. La scorsa estate lo sbarco al Chelsea.

Ed è coi Blues che affresca un capolavoro dopo l’altro: innanzitutto il quarto posto in Premier e la qualificazione in Champions League, poi la vittoria della Conference League superando in finale il Betis per 4-1 ed infine il trionfo al Mondiale per Club dopo essersi imposto nell’ultimo atto sul Paris Saint Germain per 3-0. Così Maresca si è guadagnato, con gli interessi, tutta la considerazione che non gli è stata riconosciuta quando ha indossato i colori del Parma.

Questa escalation di successi di certo non può cancellare il suo rendimento poco soddisfacente espresso in maglia Crociata, ma ci racconta cosa siamo noi italiani a livello calcistico: impazienti, incapaci di aspettare chi ha delle doti e ha solo bisogno di gare su gare per esprimerle a pieno regime e con continuità. Lo dimostra anche il curriculum dell’allenatore che proprio Maresca ha sconfitto in finale al Mondiale per Club, Luis Enrique. L’uno incompreso a Parma, l’altro non capito a Roma. Ma il calcio è galantuomo un po’ come il tempo, prima toglie e poi restituisce. Tutto, e secondo un copione tanto imprevedibile quanto romantico. Luca Russo

LEGGETE E DIFFONDETE

Laprimaradiolibera.itsito un-official, indipendente dall’attuale proprietà, dedicato a Radio Parma, la prima emittente libera italiana, nata il 1º Gennaio 1975. Supplemento di Stadiotardini.it, testata giornalistica registrata c/o tribunale di Parma nr 10/2011, direttore responsabile Gabriele Majo

6 pensieri riguardo “IL COLUMNIST di Luca Russo / L’ESCALATION DI SUCCESSI DI MARESCA, NON ASPETTATO A PARMA

  • Ancora gente che veicola sta cazzata del Ciarlatano non aspettato. Ma qualcuno era a Lecce? Era al Tardini col Cosenza? Qualcuno ricorda la condizione fisica della squadra che non si allenava? Io veramente do di matto a leggere delle robe del genere.

    • Ciao Davide.

      Tolto Pecchia in B e la gestione Chivu al tramonto della scorsa stagione, non mi sembra che il Parma degli ultimi anni abbia vissuto campionati strabilianti, Maresca o non Maresca. A volte i contesti fanno più degli allenatori e relativi staff, basti pensare alla Juventus che nelle ultime cinque stagioni è diventata una sorta di Re Mida al contrario, mentre l’Atalanta trasforma in oro tutto quello che sfiora.

    • Ehhh allora pure tu stai sempre sul vago facciamo il tutto con i numeri. Esonerato dopo 13 giornate con 17 punti con 4 perse 4 vinte e 5 pareggiate. Se guardiamo alla 26esima giornata (Iachini) il Parma aveva 32 punti con 7 vinte 11 pareggiate 8 perse. Alla 38esima giornata 49 punti, 11 vinte 14 pareggiate e 13 perse. Quindi Iachini salvatore della patria ha avuto lo stesso rendimento di Maresca. Quindi di cosa parliamo, pure Maresca avrebbe potuto salvarsi tranquillamente … ma se la tua delusione verte sul fatto che il Pèèèrmaaaa appena retrocesso doveva risalire immediatamente … beh allora da una vita vai dicendo che ci sono un sacco di piploni e che la proprietà è scandalosa ecc ecc … Io rammento solo certi nomi che con il calcio nulla avevano a che fare, calciatori talmente scarsi … cmq il Parma con il Cosenza quell’anno pareggiò in casa 1-1 e vinse 3-1 fuori casa. Forse fu il 3-1 con la Ternana in casa a farti incazzare?

  • Bisogna vedere anche se Maresca avrà veramente successo al Chelsea.
    A me risulta che i tifosi del Chelsea non lo amino particolarmente, al di là del quarto posto in campionato e le due coppe del nonno vinte. Loro vogliono tornare a competere per la Premier, e al momento sono lontani anni luce da Liverpool, Arsenal e Man City – nonostante il miliardo e mezzo circa speso sul mercato.
    Staremo a vedere.

    • A mio modestissimo avviso nessuna coppa può essere considerata una coppetta…altrimenti anche nella bacheca del Parma ce ne sarebbero un paio, al netto delle differenti formule e composizione degli anni in cui vi prendeva parte.
      Purtroppo il calcio di oggi è diventato questa roba qui: contano solo la Champions League e qualche campionato, e la Serie A non è più tra questi, tutto il resto è fuffa. Non secondo me, perché anche vincere una Conference League è tanta roba…anche se ti chiami Chelsea. E se ti chiami Chelsea e sei finito in Conference League, vuol dire che l’anno prima non hai fatto un campionato tale da guadagnarti l’accesso ad una coppa di livello superiore.
      Vincere una Conference League per una realtà come il Parma sarebbe oro colato, altro che coppa del nonno.

  • ehhh Va behh lanciato fuori dopo tre mesi con calciatori tutti immaturi e spesso imbambolati lo si ricorda per il test su Sohm terzino centrocampista… Poi Sohm ha dimostrato nel tempo che trovargli un ruolo è stato un lungo percorso di apprendimento e di sperimentazione non facile pure per gli allenatori che sono seguiti (tutti molto superiori a Maresca ehhhhh). Io rivaluto Maresca per il solo fatto che il giornalista rosa l’aveva bollato come non pronto per una squadra come il Pèèèrmaaaaa, quindi per la legge che il contrario di quello che dice il “giornalistone” è il verbo, rivaluto Maresca come un grande del calcio attuale. E mentre lui giocherà la ciampions gli altri scriveranno di campioni come Man e delle buche di via sidoli sulla mitizca gazèta ed Pèèèèèrmaaaa.

I commenti sono chiusi.