CARMINA PARMA / LA DOLCE ILLUSIONE DEL NUOVO PARMA SENZA FANTANTONIO
(Luca Savarese) – Alle 0.26, io ed il senior, alias mio papà, stiamo tornando in bici dallo stadio Giuseppe Meazza in San Siro verso casa: via Capecelatro, il vialone che appena usciti dalla Scala del calcio, porta nei nostri paraggi, è semideserta, i lampioni sono ancora accesi, le persone già rintanate in attesa di un nuovo giorno, di un altro lunedì, di una settimana che inizia. Quella che è appena terminata, si è chiusa con il posticipo della ventunesima giornata della serie A, o seconda di ritorno, tra il Milan di Pippo Inzaghi ed il Parma di Roberto Donadoni. Ha vinto il primo, ha perso il secondo, che per la seconda volta da quando non c’è più Cassano Antonio, ha giocato badando più al sodo, correndo molto di più e perdendo molte meno inutili energie. Cassano, negli ultimi tempi, deve essere stato uno ingombrante in tutti i sensi. Fa freddo in strada, un breve tratto lo percorriamo, raccontandoci la partita, anche in contromano, tanto non c’è più nessuno a quell’ora. In contromano o meglio controcorrente per tutto il primo tempo, ha provato ad andare anche il Parma, imboccando una strada diversa da quelle a senso unico, dove l’unica segnaletica era l’incapacità di reagire, itinerari di molte uscite di questa folle stagione. Infatti quando il signor Doveri di Roma, che aveva concesso un rigore al Milan non nettissimo, non facendo, nell’occasione proprio il suo dovere, fischiava la fine del primo tempo, il Parma andava a riposo sul confortante parziale di uno a uno, roba d’altri tempi, leccornie più consone all’anno di grazia passato che a questo anno di disgrazia presente. Nocerino rispondeva a Menez, Il Parma rispondeva al Milan, anzi, per certi tratti della prima parte di gara, aveva il pallino del gioco in mano e, con la strana ma già ben affiatata ed affamata coppia Rodriguez-Varela, Cipolla e Varenne, spaventava e metteva non poco in ambasce la retroguardia milanista, che ora sarà meno timorosa con l’arrivo di Gabriel Paletta. Ah proposito dell’oriundo. Nel media center di San Siro, rilassante e ben congegnato container dove la tribù della stampa si prepara alla partita gustando ogni sorta di
pietanze servite e riverite, il nostro direttore è stato il primo che aveva in canna la chicca che il poderoso difensore centrale classe 86’, era un nuovo giocatore del Milan ed altri segugi mercatari del web, sono venuti ben dopo di lui, che pure ci aveva gratificato della chicca già a mezzanotte nel Majo Desnudo, poi approfondita ed amplificata dalla sua stessa fonte, Il Mercatologo, nel cliccatissimo articolo delle 15 di ieri. Prima di molti dei presenti al simposio, gentilmente ed abbondantemente offerto dall’A.C Milan, io ed il senior ci siamo recati alle danze, intorno alle 19.15, dopo aver avventurosamente legato le bici ad un palo giallo fuori dal gate 8. Dalla precarietà del palo, averle ritrovate, è stata una fortuna. Il Parma invece quest’anno, ne ha pochissima e quando le si posa accanto, se non la coglie subito, poi tutto diventa come prendere il pupazzo su enorme palo della cuccagna, problematico se non proibitivo. Il Milan esce satollo dall’agone, anticipato da un gustoso nutrirsi del senior, nell’attesa che Menez si mangi il Parma, assaggia ed assimila lasagne e crumble di pollo, stupito di incontrare, dal vivo, volti che segue nelle immagini della tv del pallone. Ci sono caldi e croccanti i fogli che annunciano le formazioni. Alcune note firme chiedono lumi al direttore sulla formazione crociata. Dalle comode poltrone del media center, il centro dei media, agli stretti banchi del secondo rosso, da dove, nonostante tutta la tecnocrazia di questo calcio, arriva ancora il profumo del prato, la vita che il campo vuole raccontarti, delizie che da casa, davanti alla tv, non si provano mai. Come questa: sentire alla radiolina Repice ed Avallone dal vivo, che sono due banchi sopra di te. In perfetta sincronia. Sembra di essere in un museo con l’audioguida: non ci sono quegli scomodi trenta secondi di differenza tra radio e pay-tv, che ti fanno esultare o sbraitare in anticipo. Il secondo tempo mi sembra più breve del primo, forse perché le buone idee che il Parma aveva lasciato intendere nel primo tempo, mi sembravano più lunghe. Per la seconda volta non riesco a capire la gestione di Varela, che mi pare il nuovo Fulmine Nero e che quando riceve palla, tre volte su quattro, ti lascia sul posto. Perché lo ha tolto quando stava facendo benissimo e perché contro la Juve in Coppa Italia lo ha messo solo all’ultimo? Presto invece per me e per il senior è incominciata a nascere questo Milan-Parma, il secondo in notturna degli ultimi tre anni, che grazie all’intercessione di Majo, abbiamo potuto vivere alla grande; nel primo, 15 febbraio 2013, fatale fu una punizione di Balotelli, lo scorso anno in pomeridiana, 16 marzo 2014, ci fu la quaterna crociata sulla ruota della Milano rossonera, ed ora monsieur Menez,con lo scudiero di giornata, l’ex Zaccardo, fanno troppo male ad un Parma, che così male, non aveva fatto. Sabato sera mi immaginavo già di essere nella pancia del Meazza. A dir la verità anche il senior, che nei giorni scorsi andava a letto sognando il media center. Poi ieri pomeriggio alle 15, mentre stavano iniziando le altre partite, ero già pronto. Si, quando c’è Milan-Parma, per me è un po’ come la notte di Natale, l’attesa mi viene a cercare ed un’adrenalina mi assale: nella mia grande città arriva il mio piccolo Parma. Voglio dirlo a tutti. Alle 18 giretto veloce al Quick bar,abituale punto di ritrovo e di calcio parlato, dove il gestore Michele oltre che essere un volto amico è un milanista da varie generazioni e dove il nipote, Matteo, assiduo lettore e qualche volta anche commentatore di StadioTardini.it, condividono con noi diversi pre-partita tra cappucci e brioches. Non sono tifosi del Parma, ma hanno accompagnato questo mio Milan-Parma, che finisce ora in una notte silenziosa. Non so se il Parma si salverà, se gioca come oggi anche con Chievo, Cagliari e
compagnia, se osa ancora, inoltre ora che tutto il gruppo sembra respirare meglio, può farlo. Ogni tanto i rigori li fischieranno anche a favore. Vi rivelo un segreto: questi Milan-Parma en plain air e con tutti i sacri crismi e le sacre risme di fogli ufficiali e mica al terzo anello, dove i fogli li devi mettere come cuscinetto,come abbiamo fatto per anni, per me, dopo un lungo quinquennio precedente in cui il senior non è stato per nulla bene, rischiando di perdere la vista ed il gusto della vita e la passione per il suo Milan, sono preziosi come l’oro. Anzi, di più. Luca Savarese
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Su PL c’è un’intervista al cipolla dove sostiene che non sapeva della situazione stipendi non pagati a Parma(anche se dice di non essere pentito della scelta….ci credo poco). Andiamo bene…fanno venire la gente con l’inganno…
Io non credo che i calciatori siano sprovveduti. Men che meno chi cura i loro interessi…
Quindi pensa sia un intervista mal riportata da chi l ha fatta oppure il cipolla avrebbe mentito?a che pro?
Non so se l’intervista sia stata mal riportata o meno: io non ho ascoltato dal vivo quelle parole, ma mi risulta difficile che uno non sappia la situazione del suo nuovo posto di lavoro.
E come dicevo prima procuratori e calciatori mi paiono tutt’altro che sprovveduti. E quindi avranno avuto anche i loro interessi, al di là che si favoleggi che lo stesso taci possa aver garantito personalmente per i loro emolumenti (cosa che secondo me ha fatto stizzire Cassano e gli altri in attesa da mesi del proprio stipendio…)
Cordialmente
Gmajo
Perché noi tifosi dobbiamo subire tutto questo?????
GHIRARDI ********!!!!!!!!!!!!!!!
FORZA PARMA!!!!!!!!!!!!!!!!