CATTIVO CITTADINO di Gianni Barone / ANDARE OLTRE PAGINA 100
(Gianni Barone) – Abbiamo tutti – chi più chi meno – accolto con almeno un briciolo di diffidenza l’approdo sulla panchina del Parma, di un allenatore, Carlos Cuesta Garcia, al di là dell’età anagrafica – particolare di poco conto e sul quale, anzi. non si dovrebbe discutere e porre dei limiti – al suo primo e vero impegno di allenatore di una prima squadra, anzi di un tecnico che mai, prima, aveva guidato un team da primo allenatore, neanche nelle giovanili.
Un azzardo per molti, una rivoluzione copernicana per altri, infine un qualcosa di suggestivo e bene augurante per chi vede nelle novità mai un inciampo e sempre una risorsa. E all’inizio sarebbe stato non consono esprimere giudizi di merito sulla gestione di un tecnico che nessuno fino al giorno prima della sua investitura, aveva mai sentito parlare o pronunciare il suo nome nel panorama calcistico nazionale ed internazionale.
Un Carneade che si affacciava nel mondo del calcio, con un bagaglio di conoscenze teoriche che avevano trovano non dico applicazioni, ma visione, grazie al ruolo di collaboratore tecnico in un club molto importante del campionato inglese. E tutte le aperture di credito nei suoi confronti si limitavano proprio all’esperienza maturata in un torneo come la Premier, e tutte le perplessità, che in molti non avevano esitato ad esprimere, emettendo i soliti giudizi preventivi definitivi, che nel calcio possono sempre essere smentiti a posteriori, facevano solo da contorno a quello che doveva essere il suo impatto di tecnico spagnolo, per elezione elevato a supposto giochista o fautore di calcio posizionale, nel girone infernale del calcio italiano, che nonostante l’avvento della marcatura a zona, come modulo dominante, rispetto a quella a uomo, non riesce a liberarsi, auto-sdoganandosi, del fardello di difensivismo post catenacciaro ancora insito nella mentalità e nell’identità collettiva di molti.
Tutti a dire: “ecco, è arrivato un altro professorino di calcio propositivo dalla Spagna sulla scia di Fabregas, già in Italia, però anche da giocatore”. Invece, Cuesta, non da professorino o da saputello del calcio che si esprime attraverso il gioco, si presenta più da “studente dell’Erasmus” venuto in Italia per imparare dal calcio italiano, le sue mode, il suo stile, la sua anima, i suoi dogmi, sorprendendo un po’ tutti, sin dal precampionato, quando – schierando, in fase di non possesso, quasi tutta la squadra dietro la linea della palla – ha dato l’impressione che “il primo non prenderle” di italica devozione, lo aveva sorprendentemente contagiato.
Allora noi siamo andati delusi, noi che speravano di vedere un svolta “posizionale” del gioco a poca distanza dal nostro punto di osservazione, abbiamo dovuto sperare ed attendere momenti migliori o per lo meno successivi e diradati nel tempo. Noi che speravamo nella massificazione dei sistemi di gioco, allo scopo che gli stessi restassero puro strumento di natura tattica, in mano ai tecnici, per esprimere le più svariate strategie di gioco, e che finendo che gli stessi si potessero assomigliare tutti, per confondersi, fino in nome della flessibilità richiesta o necessaria, ad esaurirsi del tutto; noi che si anelava a tutto ciò, siamo andati completamenti interdetti sin dai primi vagiti del calcio di Cuesta in salsa Crociata.
Calcio di Cuesta che, a parte la conversione all’italianismo più massiccio in tema di fase difensiva, tarda a materializzarsi sul piano del calcio offensivo, lasciato un po’ all’improvvisazione del momento, per tutta questa prima fase del campionato. Ciò che qualcuno non aveva mai visto, cioè il gioco offensivo manovrato, fatto di movimenti e posizionamenti dettati dai più elementari principi di gioco da cui non si dovrebbe in nessun modo prescindere, a patto che gli stessi siano conosciuti, studiati a dovere e poi sperimentati e assimilati sul campo. Però, dopo tanto attendere – al pari di Godot sempre atteso ma invano, o al nemico che non arriva nel “Deserto dei Tartari” – tutti quei processi di calcio offensivo lungamente annunciati nei propositi e nelle conferenze, sembrano proprio non essere stati, in alcun caso presi in considerazione.
E vedendo la pochezza del gioco dell’ultima gara persa con la Lazio, rimasta in nove contro undici, viene quasi da pensare che “lo studente dell’Erasmus”, venuto nella nostra penisola per apprendere il nostro calcio, sia arrivato a pagina 100 dell’ipotetico Manuale di tecnica calcistica, assimilando al meglio ciò che riguarda la fase di non possesso (o fase difensiva), senza riuscire ad andare oltre, per inoltrarsi nella cura e nello studio di quella fase offensiva, che stante ai risultati e sul come si è arrivati ai 10 gol segnati – quasi tutti non su azione manovrata – viene lecito chiedersi il perché si continuino ad ignorare quei principi di gioco che portano alla fluidità della manovra nella metà campo avversaria.
E qui i casi sono sempre due, se non tre: o si continuano ad ignorare tali principi, per scelta, limitandosi ad un fase difensiva attiva, pur in presenza di qualche disattenzione, e ad una fase offensiva passiva, oppure si considera che con quel tipo di giocatori a disposizione non si possa far altro e non pretendere qualcosa di più e di meglio dagli stessi, o infine, superando la fatidica pagina 100 si riesca ad assimilare quei concetti in un futuro prossimo, in attesa o del mercato di riparazione o del recupero ottimale di chi è mancato dall’inizio come Ondrejka, in attesa che migliori le prestazioni e del recupero assoluto di chi ancora, come Frigan, non è stato ancora a disposizione.
In definitiva, cosa dobbiamo attenderci per invertire il trend? Che la gestione tecnica riesca, finalmente, a rendere noti i propri propositi sul piano pratico e non solo a parole. Sarebbe ora, o il minimo, per superare lo scoglio per riuscire ad imparare cosa oltre a pagina 100 ci sta scritto e trasferirlo sul campo che diventi per davvero quello di “gioco” attivo. Gianni Barone
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Bellissimo articolo e validi commenti e riflessioni ma non dobbiamo dimenticare la rosa messa a disposizione del tecnico compresa anche la panchina , il materiale
è quello che noi tutti abbiamo visto, la tecnica di molti giocatori è scarsa , non vedo molte responsabilità da parte di Cuesta , sia Troilo che Valenti erano in vantaggio sui rispettivi attaccanti e con l’Udinese un portiere normale protegge la porta e assolutamente non deve uscire , puoi avere cone allenatore anche Ranieri ma ripeto la rosa e il materiale è questo , anzi bisogna riconoscere e dare il giusto merito a Cuesta di coinvolgere e responsabilizzare tutti i giocatori così da creare un Sereno ambiente di spogliatoio importantissimo per potersi salvare , vedi quello che succede alla Fiorentina ( tanti campioni che non vanno d’accordo e tanta zizzania nello spogliatoio ) . Aspettiamo a giudicare Cuesta, penso sia un bravo allenatore.
Caro Carlos,di tempo purtroppo non ce n’è più tanto
Va bè dai, ha sctate Carli ,de coccio siete de coccio resterete ,solo a parma dove il calcio se lo impipano in mille poteva succedere ,come voi nessuno mai la vendetta ,stavolta dall’eccellenza però
Gira voce che ritorni pecchia, sperema de no
Fake news
Se lo hanno messo in giro gli stessi che spifferarono dell’ intenzione di vendere, allora sicuro non torna, tranquillo.
Paratici a Firenze…la viola si salva…
Non sarebbe potuto venire da noi per ricongiungersi col suo amico Cheru?
Nell’ambiente c’è chi narra che ci fosse proprio lui dietro ultimo mercato. Anche se mi sembra non verosimile per via della continuità con quelli precedenti
Riassumendo: cerchiamo il prima possibile un altro Chivu, per non citare gli altri salvatori della Patria del passato, perché sennò finiremo sicuramente in B, ed anche perché non sappiamo quanto rimanga a Krause della folle vendita del suo impero per foraggiare l’ hobby calcistico…
Ma se l’estate scorsa, si implorava di assumere Gilardino o Vanoli!!
Visto l’imminente mercato, ho un dubbio: ma Lacome è in uscita al 1 gennaio ? Avendo voce in capitolo sulle scelte di mercato, verrà sostituito o il potere decisionale passerà interamente a Pettinà ? Sperando che mettano da parte la folle politica di questi anni e prendano giocatori pronti ad affrontare la serie a.
Stiamo parlando sempre di esecutori. La filosofia aziendale è del presidente, come dimostra la stessa gestione Cherubini che mi pare in continuità con le precedenti
Ed allora urge il calma e gesso per l’inizio di gennaio, non si può perdere altro tempo.
Comunque, a parte gli scherzi riguardo il calma e gesso, che si è detto più volte essere solo un cazzeggio, giusto per non confondere chi legge e non sa del nostro modo di scherzarci su , guardiamo alle cose serie e reali. Nelle prossime settimane si potrebbe delineare molto del futuro del Parma. In primis il mercato, sperando che venga fatto mettendo da parte la strategia woke che non porta nessun risultato sportivo e si guardi in faccia la realtà, con intelligenza ed umiltà, completando la rosa nei ruoli chiave e nei ruoli con carenze, prendendo giocatori pronti ad affrontare la serie A. E su questo, dato che Pettinà e Cherubini hanno già dimostrato cosa possono dare, spero che il mercato lo faccia Munn, dato che fare peggio sarebbe difficile. Poi, stando alle voci degli ultimi giorni, potrebbe essere introdotta una nuova squadra nel gruppo e ,stando a quanto detto da Cherubini riguardo la centralità del Parma nel progetto della famiglia americana, dovrebbe fare da satellite. Personalmente, piuttosto che una squadra di seconda divisione portoghese, penso che avrebbe più senso una squadra di seconda divisione inglese, in cui gli introiti sono molto maggiori e potrebbe essere un redditizio partner anche per il Parma in sede di mercato.
No no…che cazzeggio…il direttore non vuole dirci delle cose… quindi è molto più di un cazzeggio 😜
Sarebbe bello se fosse come dici tu ma bisogna essere razionali. Majo non si è mai esposto perché è un giornalista serio che non parla giusto per fare interazioni ma preferisce evitare di illudere le persone con chiacchiere da bar. Avrebbe potuto cavalcare l’onda degli spifferi di un paio di mesi fa e non lo ha fatto evidentemente perché non ha avuto nessun riscontro. Anche lui ha più volte scritto in passato di non illuderci perché non aveva avuto nessun riscontro. Ipotizzando che gli spifferi avessero qualcosa di reale, è passato ormai troppo tempo per essere considerati qualcosa di serio. Sarebbe uscita da qualche parte la notizia, perché se è vero che Majo ci tiene a non creare interferenze, ci sono giornalisti che invece ci campano con lo scoop. Puoi mai essere che nessuno abbia mai saputo nulla ? Se poi ci aggiungi le recenti dichiarazioni di Cherubini, che ha ribadito la centralità del Parma nel progetto americano , la scelta di nuovi manager e l’idea di prendere squadre satelliti, ecco che il futuro è chiaro.
si ma siete di coccio ancora c’e gente che non ha capito che LACOMBE e’ un ottimo professionista che non aveva alcuna colpa che anzi ha fatto un gran lavoro a parma tanto è vero che va con tutti gli onori al PSG . Quello che non capite che LACOMBE doveva seguire gli ordini e desiderata di kk per cui nella super macchina metteva limite di eta’ dal 2003 al 2005 tanto per dire per cui il super cervellone cercava quelli di quell eta in tutto il mondo se poi gli metti anche limiti di costo perche non vuoi spendere ottieni il mercato di krause ……………se volete scommettere che al psg lacombe non comprera’ manco un giovane ……….o solo uno due promettenti e tutti gli altri giocatori che sanno giocare non era lui che voleva i giovani
Che meraviglia un fine settimana senza calcio. Senza umiliazioni. 12 vittorie in 92 partite. Che Kraus sia maledetto. Cacciamolo!
Nicola ? Ahahahah,baschirotto ? ahahah ,sono capaci tutti di pareggiare a Roma con la Lazio in 10 Ve 😂
La vittoria della Viola qui sabato è talmente certa che le quote sono a 3,5 la vittoria del Peeeeerma, 3,3 il pareggio e 1,8/2 la vittoria della Viola. Non serve aggiungere altro. In settimana arriveremo a 4 vs 1,5. Quindi Cherubini dovrebbe iniziare a ragionare di avere 14 punti ergo retrocessione. Cosa intende fare? Se questo è l’obiettivo va bene così se no mandiamo Petna a prendere Kilù N’Kuló da affidare allo studente Erasmus?
La Cremonese?????? Ahahhahahahahhahahahahhahahahhahahhahahahahahhahahahhahhahahahhahahhahahaahhahahahahhahahahahahahaahhaha non hanno mica il progetto vehhhhhhhhhhhh!!!! La filosofia!!!! Hanno mica Troilo!!!!! Ahahhahahahahha la Cremonese Nicola!!!!!!! Prrrrrrrrrrr 👅 sono nella preistoria vehhhhhhhhhhh
Chissà se quei 4 beoti ancora genuflessi a soffiare il piffero del presunto magnate si sono resi conto che la Cremonese con un mercato normale e un allenatore normale, senza Asia, Africa e Katanga a Natale è già salva. Veeeeeeehhhhhhhhhhh la Cremonese? Vardy? Baschirotto? Nicola? Ahahahahahahhahahahahaahhaahhahahahhahahahahhaha
Per me se non si vince con la Fiorentina, salta. O almeno dovrebbe, perché a quel punto la squadra non la recuperi più.
Mi spiacerebbe per Cuesta, del quale ho apprezzato sin dall’inizio il pragmatismo a cui si fa riferimento nell’articolo. E certamente non sarebbe il primo responsabile, dal momento che se si sceglie un carneade va da sé che l’esperienza debba farla sulla nostra pelle. Però il tempo a disposizione non è molto e non si deve ripetere l’errore dello scorso anno di cambiare allenatore a febbraio.
Speriamo di non vedere sabato contro la Fiorentina il Parma nei panni del Baron Samedi, già vestiti fino allo sfinimento lo scorso anno.
L’Udinese ci ha fregato il ruolo di crocerossina…