venerdì, Agosto 21, 2026
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MAJO A EXPAT PARMA: “OK IL CATENACCIO, MA MANCA IL CONTROPIEDE. E LO STADIO…”

(Ale Pongonazzo) – Nella serata di lunedì 9 febbraio 2026, troviamo il nostro direttore Gabriele Majo ospite del canale YouTube EXPAT Parma Calcio 1913 che, come non risulta difficile intuire dal nome, si occupa di raccontare la nostra squadra dal punto di vista di coloro che vivono all’estero o quantomeno non nel Ducato. Ad ogni buon conto, toglie ogni dubbio il sottotitolo: “Passione per il Parma legano tifosi lontani”.

Nella presentazione del Majo da parte di Anam alla conduzione, si elenca il cursus honorum del Direttore, con le sue numerose e variegate esperienze lavorative. Il ricordo iniziale si sofferma sulle escursioni attoriali, quando il nostro raggiunge il suo apice nel film “Volevo nascondermi”, storia del pittore Antonio Ligabue. Il Majo, versione attore, in quell’occasione, rimase nella memoria per la frase rivolta proprio a Ligabue (Elio Germano), facendolo stizzire e buttar giù dalla finestra le proprie creazioni: “Ma lei, sa far solo delle bestie?!”. Naturale pensare ad un Majo che, tornando nei panni abituali, al cospetto del nostro allenatore possa interpretare un: “Ma lei sa fare solo la difesa, gnan’ un contrapè?!”

La prima considerazione del Dir si appoggia sul duello filosofico fra le tesi sostenute da “i culisti”, coloro che ritrovano molta fortuna nell’aver raccolto determinati risultati ed i “filopragmatici” che, al contrario, scorgono un disegno appropriato nel perseguire una certa strada foriera, se non di gioco, almeno dei tanto necessari punti. L’aspetto di cui sembra ci si possa rallegrare sta nel vedere uno spagnolo che, con umiltà, si sia disposto nel riscoprire il vecchio calcio all’italiana.

Ecco che, però, compare la citazione de “il Manuale” con la “mitica pagina 100”, cavallo di battaglia di Gianni Barone su queste stesse colonne, ed arriviamo a quello che manca e che la nostra testata sottolinea da tempo: “Nemmeno un contropiede!”. Majo si auto-definisce pragmatico, ma sottolinea: “per quanto riguarda il calcio”, e poi scivola in una disquisizione linguistica sul “ci sta”, ove, citando stavolta un recente sketch radiofonico Tognazzi-Pardo, specifica che “ci sta”, in realtà non ci sta, ma poi, dopo tutto, alla fine ci sta. Ci sta”, concluderebbe Giuseppe Milano…

Un altro protagonista della trasmissione, pur nel rilevare ed apprezzare la situazione del Parma, essendo un convinto risultatista, lamenta l’assenza di identità, nel non vedere altro se non una difesa ad oltranza con blocco basso. Majo, tuttavia, lo confuta, sostenendo che l’identità in realtà esista: quella, cioé, di provare a non far giocar la squadra avversaria con grande applicazione. E poi costruisce un paragone con Gilardino, tanto desiderato alle nostre latitudini e poi vittima della sorte che conosciamo.

Ironicamente rilegge l’espulsione di Pobega come un torto ricevuto, nell’essere il Parma squadra apparentemente incapace di avvantaggiarsi della superiorità numerica, ed infatti, il Majo ringrazia doverosamente Troilo per aver riequilibrato la situazione, sacrificandosi, facendosi espellere pure lui. In seguito, dopo una requisitoria sulle deboli prestazioni con Atalanta e Juventus si ascolta la definizione partorita nei dialoghi con Sandro Piovani all’ uscita dal Dall’Ara per incorniciare la partita col Bologna: “un furto con scasso”. Per ammansire coloro meno inclini nel vederla in questo modo potremmo declinarla in “un furto con destrezza” o, ancora, un più indicato “furto d’ opportunità”.

Anam pone una spinosa questione: “l’allenatore dovrebbe essere confermato anche in caso di salvezza?”. Emerge come a suo (di Anam) parere non si veda nulla di accettabile e di come si sia in grande credito con la fortuna. Ci si chiede se sia l’ allenatore giusto per come desidera lavorare la società. Majo, sul Cuesta, valuta semplicemente la dote in punti che sta portando ora, per il futuro diviene difficile comprendere cosa effettivamente servirà. Meglio ragionare sul breve termine non essendoci scenari definiti per l’anno prossimo.

Dopo un discreto raccolto di complimenti da parte di Max Ravanetti, nel mentre unitosi agli altri ospiti, il Majo si trova esposto alla questione proposta proprio da Max, circa le prestazioni di Ondrejka. Lo svedese funge da esempio, nell’evidenziare una mancanza di costruzione offensiva, al netto dell’ infortunio occorsogli. La valutazione è che, al di là di alcuni problemi personali dei singoli giocatori, ritorna centrale la pagina 100 del manuale, come confine non valicato nel non essere dotati di una fase offensiva, specificatamente il contropiede. Il calcio italiano pare sia stato ingiustamente rinnegato nel cercar di emulare altri stili, pur non essendone capaci e non avendo i calciatori adatti per realizzarlo.

 

Ravanetti approva al grido di: “Majo sei un grande”. A conferma della voglia di concretezza, il Direttore preferisce un Parma con in campo Estèvez in ragione di Bernabé. Anche Ravanetti, pur amando Bernabè, ritiene che, in questa struttura di gioco, lo spagnolo serva a poco. In ogni caso la squadra non risulta divertente, i punti arrivano, ma null’altro, come da casa gli spettatori delusi che interagiscono, fanno ben capire.

Ragionamenti anche su Valeri, dopo l’ infortunio lontano parente di quello ammirato in altre occasioni. E qua, il Majo, nel valutare il suo operato prima della pausa forzata si lascia sfuggire un “tanta roba”… Ci manca un “voglio dire” e po t’ sì prònt pär Calcio e Calcio ve’. Il discorso porta al riallacciarsi alle prestazioni di Bernabé, reo di non essere in grado di trovarsi una posizione in campo al di là di quella indicata dall’allenatore e della struttura di gioco utilizzata. Klaus, altro ospite del format, ritiene che le doti dei giocatori in attacco non possano emergere, data l’assenza di un fase offensiva degna di questo nome.

Nel dibattito irrompe anche Suzuki, in ragione dell’affermazione sul campo di Corvi, il ritorno ad essere arruolabile del giapponese potrebbe, sul finale di stagione, creare qualche frizione secondo le previsioni del Dir. Suzuki dovrà necessariamente essere valorizzato per essere eventualmente venduto ed a quel punto come sarà gestita la situazione?

Immancabile domanda sullo stadio per il Majo che si definisce pessimista sul positivo sviluppo della questione, le maggiori responsabilità sarebbero attribuibili agli amministratori locali nel diffondere messaggi fuorvianti calibrati su un ottimismo al di fuori di ogni ragionevolezza. Quindi, localizzazione dell’ impianto, scelta del tipo di cantiere e le tante sfaccettature che su StadioTardini.it si valutano e si analizzano da sempre.

Con la chiosa circa il totale rinnovamento dei dirigenti di prima linea del Krause Group, si sottolinea come nell’universo Krause il Parma Calcio sia l’asset di maggior rilievo in questo contesto e di conseguenza, questa sovrastruttura, formata da diverse figure dirigenziali, dovrebbe teoricamente avere il Parma come riferimento di maggior riguardo. Una consistente e completa partecipazione del Majo ad un talk che è riuscito a toccare diversi punti dell’attualità e temi di più ampio respiro. Ci sta, voglio dire… Ale Pongonazzo

RIGUARDA LA PUNTATA DI IERI DI EXPAT PARMA CON OSPITE GABRIELE MAJO

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CATTIVO CITTADINO di Gianni Barone / ANDARE OLTRE PAGINA 100

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9 pensieri riguardo “MAJO A EXPAT PARMA: “OK IL CATENACCIO, MA MANCA IL CONTROPIEDE. E LO STADIO…”

  • Simone T.

    Bosi ha alzato la voce con la società…booom. Mi viene quasi da riedere

    • Thomas Turbato

      Bosi si sta solo parando (credo inutilmente) il fondoschiena, in vista delle elezioni del 2027

      • Credo che più che “pararselo” ottenga l’effetto contrario, a parte che credo la sua esperienza amministrativa sia terminata, mi pare di capire che non si ripresenterà più…

  • Simone T.

    Non riesco nemmeno a capire il senso di questa dichiarazione… come può avanzare pretese verso un un privato? incredibile

  • Ahahahah…quando ho letto il titolo mi sono fregato le mani. Grazie Ale del pezzo, non aggiungo altro se non un plauso al mitico Direktor.

    • Ale Pongonazzo

      Grazie al Dir. per aver fornito materiale ed interpretazione. Alla prossima, Lele.

  • ..lassesdore guarda il suo oorticello in vista delle prossime elezioni ..ha gia avuto 3 mandati . 2 con pizzarotti e uno con guerra..per me’ non e’ un politico di riferimento..ma messo li e basta.putroppo fon che gli industriali sponsorizzano il pd e somili..sono queste figure politiche cge abbiamo.da me non un voto.

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