IL DISTINTO, di Riccardo Schiroli / RIPETIBILE IL CAPOLAVORO DI CUESTA?
(Riccardo Schiroli) – Saion [Suzuki] deve aver pensato: “Visto che qui sostengono che Donnarumma sia il miglior portiere del mondo, provo a fare qualche yarakashi anche io [stando all’intelligenza artificiale di Google, yarakashi è il termine giapponese più vicino a cagata, n.d.a.] e chissà…”. O forse era convinto che il fattore CdC [Culo di Cuesta] gli sarebbe venuto in soccorso. Fatto sta che il portiere del Parma si è impegnato duramente per regalare un gol al Pisa, perdendo 2 palloni in dribbling dei quali nessuno sentiva la necessità.
Certamente Saion si è affidato al fattore CdC quando ha parato di testa un tiro del ventenne turco Vural e quando Filip Stojilkovic lo ha superato in uscita e, però, ha centrato il palo. Per altro, lo svizzero di origine serba (classe 2000) è arrivato in Italia dopo aver segnato 8 gol in 17 partite con il Cracovia, quindi diciamo che sa fare meglio…
Considerato che il nazionale nigeriano Ebenezer Akinsamiro ha anche colpito un palo esterno, diciamo che dopo il gol di Sandrone [Nesta Elphege] il Pisa si deve essere detto che non è proprio il suo anno. E gli appena 18 punti in 34 partite (un po’ più di 1 ogni 2 partite di media) sono lì a dimostrarlo…
Sandrone, intanto, è al secondo gol consecutivo. Nelle ultime 3 partite ha partecipato a tutti i gol segnati dal Parma: assist a Strefezza in casa col Napoli, gol della vittoria a Udine e gol della vittoria contro il Pisa. L’ultima volta che era stato così prolifico, giocava nel Niort, nel Championnat National 1 francese (la loro Serie C). Nel Grenoble in Ligue 2, in un campionato e mezzo Sandrone ha segnato 4 gol.
La sostanza è che dobbiamo dire bravo allo scout del Parma (Mamo Notari, pare) che lo ha scovato, perché il Sandrone che è entrato sabato, oltre che grande e grosso, era anche veloce, mobile (Cuesta lo ha messo al posto di Strefezza e al fianco del sempre più ingobbito Pellegrino) e dotato di tecnica rispettabile.
Fatti i complimenti a uno scout, mi rivolgo ancora una volta a chi ha consigliato al Parma il Tractorcito Ordonez. Cosa ci ha visto? E penso, e se fosse lo stesso scout che si è accorto di Sandrone?
Nella vita si sbaglia tutti. Anche il sottoscritto. Nell’articolo sul bilancio del Parma, ero tanto preso dalla mia analisi, che ho copiato la riga sbagliata della tabella e ho attribuito un valore positivo all’EBIT (il risultato prima di interessi e tasse, il cosiddetto margine operativo), che invece era negativo. Non che sarebbe cambiato il senso dell’analisi, però bisogna stare più attenti.
Quello che voglio dire, è che gli errori andrebbero valutati come tali. Non sto dicendo di scusarli. Sto dicendo di valutarli come si fa con il malfunzionamento di un utensile. Al quale non rimproveriamo di certo la malafede. Sbaglia lo scout a valutare, sbaglia il giornalista a riportare e sbaglia decisione l’arbitro. O il VAR. Ma valutiamoli dal punto di vista tecnico, senza gridare allo scandalo. O, peggio, insultando…
Anche se quello dell’arbitro, di questo tempi, non è proprio un grande esempio, spero si sia capito quel che volevo dire… Anche la società Parma Calcio va valutata tecnicamente. Ha fatto errori. Ha posto anche, almeno in parte, rimedio. Ma sta lavorando per dare a Parma una squadra di Serie A. E facendo il massimo. Nessuno si mette in tasca soldi (a parte quelli degli stipendi) e nessuno sfrutta ‘questo nostro Parma’ o usurpa ruoli. E penso che la storia dimostri che avere una squadra di Serie A a Parma non è niente di scontato.
Ad agosto non avrei scommesso su un Parma salvo con ancora 4 partite da giocare. E di questo risultato va dato atto a Carlos Cuesta. Al netto del CdC (che non è un demerito, anche se, come le plusvalenze di mercato, non è necessariamente ripetibile) l’allenatore spagnolo ha fatto un capolavoro.
Gioca male? Diciamo che il Parma non ci ha fatti divertire. Ma io “gioca male” non so bene cosa voglia dire. Gioca bene, forse, il Bologna del Profeta Vincenzo Italiano, che concede agli avversari 10 palle gol a partita?
Ha poco coraggio? Preferite il coraggio dell’Atalanta di Palladino contro il Bayern Monaco? I tedeschi quella sera hanno provocato a Carnesecchi un esaurimento nervoso…
Io, nel calcio come nella vita, apprezzo il realismo. E Cuesta ha dimostrato di possederne in dosi abbondanti. A quelli che “gioca male”, vorrei inoltre ricordare che, per opinione comune, l’Omino di Fusignano e Zeman giocavano “bene”. Eppure allo stadio, nei loro periodi, ricordo alcune delle più brutte partite viste in vita mia. In Parma-Lazio, prima al Tardini in serie B per Arìg, credo che la palla non sia mai arrivata nelle 2 aree di rigore. E l’allenatore della Lazio era Eugenio Fascetti, l’uomo che teorizzò “il casino organizzato”. Ma quell’anno partiva da -9 e fece un bagno di realismo (per la cronaca, contro ogni pronostico, la Lazio si salverà). Zeman esordì con un ottimo 0-2 con la Cremonese e nella seconda in casa (27 settembre 1987) contro il Genoa si scordò di tirare in porta. Dopo la vittoria con l’Atalanta, il Parma di Zeman subì un 3-1 insensato a Catanzaro, con il portiere Ferrari che vagava a metà campo, fece un altro 0-0 in casa con il Messina e Zeman finì la sua avventura perdendo 3-1 fuori casa col Bologna di Maifredi. Eppure, quando venne sollevato dall’incarico, la “piazza” non era contenta (“Che domande del cavolo fa, lei”, cit. Ernesto all’imberbe, ma già provocante, Majo…).
Vorrei anche far notare che, negli ultimi 20 anni, il Parma a 42 o più punti si è trovato solo nella stagione 2009-2010 (ne aveva 46 e finirà ottavo con Guidolin in panchina), nella stagione 2011-2012 (ne aveva 44 e finirà ottavo grazie a un grande finale di stagione di Roberto Donadoni, subentrato a Franco Colomba) e nella stagione 2013-2014 (ne aveva 51 e finirà sesto, qualificandosi per l’Europa League; il piazzamento verrà revocato per inadempienze economiche e la stagione successiva sarà quella del fallimento). (Dimentichi i 49 punti di D’Aversa, al termine della stagione 2019-20, ex aequo con Verona e Fiorentina, nota di Majo). Il mio messaggio è: è sempre sbagliato lamentarsi del brodo grasso.
Avevo sentenziato che la quota salvezza sarebbe stata 36 punti. Per arrivare a 35, la Cremonese (al momento terzultima a un punto dal Lecce) dovrebbe fare 7 degli ultimi 12 punti disponibili. I grigiorossi di Giampaolo affronteranno Lazio (lunedì 4 maggio) e Pisa (domenica 10 maggio) in casa, Udinese (domenica 17 maggio) in trasferta e chiuderanno domenica 24 maggio con il Como in casa. E’ tutto tranne che scontato che ci riescano. Anche perché, dopo la vittoria al Tardini, hanno ottenuto un punto in 4 partite.
Da parte sua, il Parma si potrà divertire a partecipare alle cose dei grandi. Domenica 3 maggio può ritardare la festa scudetto dell’Inter del suo ex allenatore Chivu, ammesso che il Napoli (a Como) o il Milan (a Sassuolo) o tutti e 2 vincano. Domenica 10 maggio può togliere alla Roma di Gasperini le ultime speranze di accedere alla prossima Champions League. E domenica 17 maggio può fare lo stesso fuori casa con il Como di Fabregas. Poi il 24 maggio ci si vede al posto 73, fila 25 della Tribuna Centrale Est per la partita col Sassuolo e i saluti… Riccardo Schiroli
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Stasera a Bar Smort ci sono Vito, Rino e il Cagnó?
No, c’è la serie “B programmata”
Nel 2019-20 dopo 34 giornate il Parma aveva 40 punti, però. Quindi, meno di 42.
Nota di Schiro.
Sorry. È che ho in testa quel record da far battere… Se no che mortorio quattro amichevoli, sia pure di lusso…
Par mi Cuesta se ne va,la gavetta come principio, lui è un ragazzo manager a 30 anni e non penso abbia il taglio per gestire il player trading pèèèèrmaaa style. ..