PIGNOLERIE D’ESTATE: APPUNTI SPARSI di Fiore Di Feo
Episodio 2 – Orgoglio e pregiudizio
(Fiore Di Feo) – Dopo aver completato l’opera di organizzare il primo turno del Mondiale in sei giorni, al settimo l’Altissimo cessò il suo lavoro e si riposò appisolandosi guardando prima di cena SudAfrica-Cechia, match di partenza del secondo turno dei gironi eliminatori.
Le Sacre Scritture sono di sostegno per mantenere il lume della ragione, quando il racconto della Coppa del Mondo sviluppa la propria trama con buona parte degli incontri giocati durante la notte italiana.
Il detto “le notizie del giorno sono buone solo per incartare il pesce il giorno dopo” descrive, appunto, la natura effimera dell’informazione, che perde rapidamente valore e attualità col passare delle ore. Figuriamoci con l’aggiunta del fuso orario…
Il complemento del primo giro di danze eseguito da tutte le partecipanti ha permesso di appuntare tante situazioni che mi hanno incuriosito e meritano citazione.
Il debutto elvetico contro il Qatar ha sorpreso per il risultato di pareggio, ma non quanto il colore della maglia di Akanji e compagni. Mi è tornata alla mente “la Svizzera verde” citata da Francesco De Gregori in Pablo, “pezzone” del cantautore romano, ascolta migliaia di volte con mio padre nei lunghi viaggi in auto. Squadre tra l’esotico e l’underdog spinto come Congo, Capo Verde, Arabia Saudita, Iran assieme a Giordania, Panama e Uzbekistan hanno smentito sul campo i sorrisi di circostanza offerti verso quelle nazionali ritenute simpatiche, ma inoffensive, contro le quali si pensa che la vittoria sia una semplice formalità.
Queste nazionali, provenienti dai quattro angoli del mondo, hanno tanti giocatori interessanti, tutti dotati degli “occhi della tigre”. Una buona prestazione al Mondiale diventa la svolta della carriera. Il loro mantra è “chi corre ottiene qualcosa, se non corri la paghi cara”. L’effetto sorpresa del primo turno rientrerà rapidamente, la “tombola” presa dal Qatar col Canada lo dimostra, riallineando a più consoni valori prestabiliti, le classifiche dei gironi. La tendenza porta, comunque, a considerare questa fascia di squadre con maggiore attenzione rispetto alle previsioni.
Tante le istantanee di questa prima settimana.
Nella giornata del titolo NBA dei New York Knicks, la Scozia si veste anch’essa di arancione e blu, battendo Haiti nella Boston dei Celtics.
In questa calura di metà giugno, sogno il freddo novembrino che accoglierà a Collecchio il primo Crociato haitiano.
Quest’anno nel Milan ha giocato il cugino di Pulisic, quello vero è stato tenuto nascosto nell’Area 51 fino al debutto col Paraguay.
Eccellente esordio per i Socceroos australiani con la Turchia (anche se stasera le han buscate 2-0 dagli USA) e ottimo quello dei Samurai Blu del Sol Levante coi tulipani olandesi. Tra i Crociati d’America bene Circati, sia all’esordio che con gli USA, nonostante la sconfitta, il migliore dei suoi, e molto bene pure Suzuki. Il loro prezzo di mercato s’impenna…
Sul primo canale Rai, surreale tavolo tecnico nell’intervallo di Olanda Giappone. L’urlo più famoso d’Italia, Marco Tardelli, e l’ottavo re di Roma Paulo Roberto Falcao, vengono interpellati su cosa devono fare Malen e compagni per scardinare la difesa giapponese. Risposta semplice e coerente di entrambi: allargare il gioco per far uscire dell’area i nipponici. I conduttori della trasmissione non sanno come tirare avanti con altre osservazioni tattiche e sostanzialmente, per oltre dieci minuti, non trovano di meglio che riformulare la stessa domanda iniziale in sei/sette modi differenti. I due campioni non possono che, ovviamente, rispondere sempre alla stessa maniera. Solidarietà e libertà per due icone assolute del Mundial spagnolo.
L’ex gialloblù Sabri Lamouchi, rimosso dall’incarico di ct della Tunisia dopo la manita “Made in IKEA” subita dalla Svezia. Si vocifera che per sostituirlo sia stato contattato Roberto D’Aversa che ha gentilmente declinato. Attende le sirene del Qatar: non è perdere di sei con il Canada, ma prenderne tre da Jonathan David che fa riflettere la federazione mediorientale…
Ricordavo che in Giappone hanno venerazione per Zico. Vedere il suo nome sulle spalle di un centrocampista egiziano è un po’ forte come sensazione.
Roberto Lopes, centrale difensivo di Capo Verde, mi ha ricordato lo stile di Enrico Delprato nel buttarsi a corpo morto con mani dietro la schiena per difendere la propria porta.
Premio “belli capelli alla Unai Emery dell’Aston Villa” per Vincenzo Montella, impomatato a bordo campo nella sconfitta della sua Turchia. Menzione per Carlo Ancelotti che sfoggia un taglio sbarazzino carico di brillantina Linetti.
Scoperto il segreto del suo continuo masticare gomme americane: sono al gusto culatello.
Yasin Ayari, attaccante svedese, va in gol contro la Tunisia nel primo tempo. Non esulta per rispetto del padre di origine tunisina. Raddoppia nel secondo tempo esultando come fosse una finale. Madre svedese di origine marocchina. Sbloccato nuovo livello dí multietnicità applicata al gioire per un gol.
In assenza degli azzurri al Mondiale, ognuno ha una passione per questa o quella nazionale. Appello a chi tifa Argentina e gira per la città con la maglia della Albiceleste sorseggiando tutto il giorno “mate” come un gaucho della Pampa. Sei parmigiano del sasso. Moderazione. A Buenos Aires non sarebbero sempre a tavola a mangiare pizza per far sentire il supporto all’Italia.
Marcelo Bielsa sarà un santone del calcio quanto volete, ma il gesto di posare per le foto ufficiali a sguardo basso anziché nell’obiettivo a me non è piaciuto. Come anche nelle conferenze stampa quando risponde a mono sillabe. Roba da alzarsi tutti e abbandonare la sala stampa, sistematicamente ogni volta che è il suo turno. Tipo la contestazione del tifo laziale a Lotito. Maleducazione e mancanza di rispetto per chi lavora nella comunicazione, mascherata da ribellione al sistema e lotta per valori più puri. Pessimo.
Breve ritorno alle questioni Crociate.
I rumors di mercato sul Parma sono più che altro dei sussurri. Citato il trequartista fiorentino Fazzini e l’irpino Daffara per la porta come nomi in osservazione. La permanenza di Strefezza appare più un miraggio che una speranza.
Uscito anche tabellone Coppa Italia: Vicenza, Cremonese, Como, Milan, Inter e poi finale con la Roma all’Olimpico. qualificazione all’Europa League ad un passo per i gialloblù.
Tornando oltreoceano, l’intensità di tanti incontri e il passo atletico visto, sono qualcosa che in Italia è allo stato fossile. La buonanima di Antonio Lubrano avrebbe questionato con “la domanda sorge spontanea”. Quale? Quella che un tempo sarebbe stata presa quasi come un’offesa, ma oggi forse non più. Se l’Italia si fosse qualificata che figura avrebbe fatto, davanti a squadre con una condizione fisica così energica?
Sentenza dura da accettare, ma realistica: cotti e mangiati nel giro di pochi incontri, con il piatto insaporito dalla classica salsa (pesantissima e indigesta) della Storia che è dalla parte degli azzurri, che nell’Olimpo delle nazionali l’Italia non può mancare e altre sciocchezze simili. Fin quando non abbandoneremo questo vergognoso retaggio mentale del “siamo meglio”, motivato da logiche senza capo né coda, allora non capiremo mai che stiamo precipitando per davvero. Non preoccupandoci dell’atterraggio perché distratti dalle sensazioni momentanee del “fino qui tutto bene”… Fiore Di Feo
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