domenica, Agosto 23, 2026
In Evidenzanella tana del pongonazzoNews

NELLA TANA DEL PONGONAZZO / BASTEREBBE L’ACQUA CALDA

(Ale Pongonazzo) – Prima partita della stagione 2026-2027: la prima vale quel che vale, è colpa della preparazione e sono imballati, siamo ancora in agosto. Poi arrivano la seconda, la quinta e la sedicesima, saremo in dicembre e verremo sballati, non grazie a qualche sostanza psicoattiva ma perché il nostro involucro di intenzioni sarà ormai aperto e mostrerà il reale contenuto.

Se il buongiorno si vede dal mattino questa partita non conta nulla essendo stata giocata alle 20:45, nonostante questo alcune indicazioni sono emerse: sempre dritto per la confusione assoluta, svoltare a destra senza saper cosa fare, prendere la prima a sinistra senza saper dove conduce.

Fare attenzione a non rimanere imbottigliati in una rotonda considerando che difficilmente si troverebbe la qualità dei vini della scuderia Krause group. Sarebbe solo il viatico per settimane logoranti trascorse in quella nebulosa abitata da chi deve cercare di affogare un po’ meno degli altri.

Peggio ancora il ritrovarsi, a seguito di indicazioni errate, in un vicolo cieco, magari non potendo o non riuscendo neppure ad improvvisare una opportuna marcia indietro, quando ci si abitua ad uno stile, talvolta risulta difficile modificarlo, e questo non significa il dover necessariamente ripercorrere la strada battuta la passata stagione, semplicemente trovare una nuova versione di sé nitida e praticabile. Non sarebbe male cercare di definire rapidamente quale sarà la guida da adottare per affrontare le prossime trentasette barriere da superare, tutte a pagamento, indipendentemente dalle loro caratteristiche, individuando con chiarezza quale sia la reale aspettativa con cui salutare in primavera l’ultimo varco. Sperando sempre non vi siano incidenti.

La prima non vale ma potrebbe aver già condizionato non tanto la stagione ma un certo pensiero attorno ed all’interno della squadra. Le manifestazioni di sfiducia e perplessità raccolte a fine partita fra i tifosi durante il proverbiale Direttone post partita dal Majo, sono quantomeno comprensibili.

 

La metamorfosi di Cuesta sembra non essere solo nel gioco ma anche in certe esternazioni che con sconcerto ricordano quelle di un altro allenatore non troppo tempo fa ospite sulla panchina Crociata. Una difesa non tanto della squadra e dei suoi componenti ma quanto di quello che è stato fatto finora ed in campo, identificando spezzoni di gara come un valore, ignorando che le partite non durano solo frammenti dei novanta minuti.

Un accenno di pressione alta per un pronto recupero palla quando nei frangenti che si ha fra i piedi l’attrezzo del mestiere si riesce ad annoiare pure quello nel farlo sentir colpito unicamente dai calci dei due centrali e del portiere, in un interminabile pendolo di passaggi davanti alla propria porta. Una condizione fisica piuttosto approssimativa che al cospetto del Cagliari rivela una certa inadeguatezza, fatti salvi possibili diversi orientamenti della preparazione dei due club. L’incapacità di completare tre passaggi di seguito fa sorgere domande su come si svolgano gli allenamenti, forse con la lettura dei libri regalati il Natale passato, magari con pure la correzione del riassunto. Lodevole la ricerca di compattezza nel movimento della squadra ma associarla alla lentezza non sembra per niente propedeutico al creare patemi agli avversari. Slow football?

 

Il Berna si è distinto per voglia rispetto al resto della squadra, forse con la speranza di poter firmare il contratto prima della fine del mercato…con un’altra squadra che, vedendolo sì voglioso, al netto delle condizioni fisiche rivedibili (è stato lui a chiedere il cambio per stanchezza come confermato in conferenza da Carlos Cuesta) è parso sulla buona strada per non ripetere una stagione opaca.

Keita invece sembra voglia rimanere a Parma, nel mostrarsi anche in ragione dei nuovi esperimenti, spesso avulso dalla manovra e comunque spesso foriero di apprensione quando la palla gli capita fra i piedi. Altri elementi accomunati dall’essere come intontiti, anestetizzati, quasi sorpresi del dover correre ed avere attenzioni per novanta minuti. Per questo il pensiero torna a cosa accade a Collecchio in settimana ed a cosa è accaduto in ritiro a Pinzolo. Col solo Lontani non si andrà lontano.

È naturale non si possa ora essere col motore carburato come dovrà esserlo più avanti ma anche nel momento dell’accensione dei motori risulta inaccettabile presentarsi in questo stato.

Sconfortante il rimando “alla prossima”, vero e proprio mantra di quell’altro che c’era prima, la soddisfazione per la prestazione di ognuno e la prammatica usata nel definire eventi e persone, il tutto condito da una certa specchia, pardon spocchia, fa raggelare il sangue. Nightmare return. Il fatto di non essere stato il solo a notare questo Pecchia sounding dovrebbe allarmare non poco. Al di là del fatto che, ormai da tutti, il Cagliari è identificato come la nostra bestia, se non nera, quantomeno rosso blu.

È stato proprio il Carlos stesso a fare paragoni idrici: l’acqua liquida, solida, allo stato di vapore, quando invero basterebbe scoprire l’acqua calda. Esiste anche la porta avversaria in cui insaccare il pallone non solo la propria in cui evitare accada. Correre, muoversi senza palla, attaccarsi alle cose semplici se non si padroneggiano le più complicate, avere un’idea lineare e da tutti compresa in luogo di una confusione che anziché disorientare gli avversari trae in fallo se stessi. Se la passata stagione determinate circostanze consigliavano una certa circospezione ed una serena attesa nel esporre la guida tecnica al vento delle critiche, passato un anno, venute meno certe specificità e, soprattutto, osservando questa sorta di possessione da parte di colui che lamentò alla sua cacciata di non aver avuto abbastanza tempo, non sembra vi sia ora spazio per attese ingiustificate.

 

Colui che ingiustamente veniva additato come studentello ha dimostrato di aver passato gli esami riuscendo, con umiltà ed applicazione, a portare il Parma dove doveva arrivare. Ora inizia necessariamente una nuova fase. L’anno scorso i troppi ed inutili preconcetti hanno forse aiutato l’allenatore a concentrarsi unicamente sul risultato, portandolo ad essere, forse proprio per il raccolto ottenuto, amato o quantomeno apprezzato da una ampia parte della tifoseria. Forse più i modi ed altre disponibilità, come quelle manifestate ad alcuni ritrovi dei tifosi stessi, hanno contribuito ad accrescere un certo gradimento ed essendo sempre più arduo l’affezionarsi ad una società che talvolta da l’impressione di gestire la squadra senza coerenza sportiva, oppure a giocatori innamoratissimi di Parma che basta un sussurro e i vàn via ch’i spussön ‘d strén, risulta comprensibile che ai primi moti di gentilezza si possa scivolare in questi sentimenti.

 

Probabilmente l’empatia teorica e studiata sui libri dall’allenatore spagnolo ha faticosamente fatto breccia in molti cuori ma, continuando così, probabilmente le possibilità che quella breccia si richiuda rapidamente non sono trascurabili. Questa empatia scolastica differisce con significative controindicazioni da quella vera, reale, spontanea e non condizionata da insegnamenti teorici per viverla: efficacia, consistenza e persistenza nelle persone con cui ci si relaziona sono labili e passibili del passare allo stato gassoso, proprio come l’acqua. Sembra infatti fin da questi primi novanta minuti non esserci quella disposizione d’animo al sacrificio ed al credere in quel che si fa, anche da parte di elementi significativi del gruppo. Probabilmente anche i giocatori si rendono conto di essere in una situazione caratterizzata da confusione ed approssimazione, anche in ragione della composizione di una rosa ancora caotica, per caratteristiche ed assortimento. Si riparte dal via: è l’allenatore che ha carenze e non ha la benché minima idea di come organizzare una semplice manovra offensiva o è la società a mettergli a disposizione una squadra inadeguata? Perché scegliere, quando si può avere tutto.​ Ale Pongonazzo

ARTICOLI E CONTRIBUTI MULTIMEDIALI CORRELATI

CATTIVO CITTADINO di Gianni Barone / CAOS NON TANTO CALMO

ANTEPRIMA PARMA-CAGLIARI, diretta streaming

DOPO PARMA-CAGLIARI 0-1: COMMENTI LIVE POST GARA (diretta streaming)

AMPOLLINI E ZURLINI, LE OPPOSTE TEORIE

NELLA TANA DEL PONGONAZZO / L’EVOLUZIONE DI CUESTA

CUESTA E IL CERCARE DI “EVOLUZIONARE”

LEGGETE E DIFFONDETE

Laprimaradiolibera.itsito un-official, indipendente dall’attuale proprietà, dedicato a Radio Parma, la prima emittente libera italiana, nata il 1º Gennaio 1975. Supplemento di Stadiotardini.it, testata giornalistica registrata c/o tribunale di Parma nr 10/2011, direttore responsabile Gabriele Majo

 

 

3 pensieri riguardo “NELLA TANA DEL PONGONAZZO / BASTEREBBE L’ACQUA CALDA

  • Bellissimo articolo. Gli scritti di Ale Pongonazzo sono quasi a livello di Stefano Benni.
    Se non si parlasse della mia squadra, mi spancerei dalle risate. Invece le risate ci sono, ma sono amare

    Rispondi
    • Ale PongonazzoAutore articolo

      Grazie Gianfranco, sei molto gentile, in realtà anch’io preferirei scrivere di vicende più liete. Purtroppo per ora questo accade. Speriamo fra un po’ l’amarezza ci abbandoni.

      Rispondi
  • Rud da cater su

    Esatto,fosse la prima però, in 6 anni di schifi così ne ho visti più di duecento ,facciamo che è la duecentesima per quelli dalla memoria selettiva

    Rispondi

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *