LO CHEF FERRUCCIO MINUZ LASCIA IL PARMA: “TROPPO ELEVATI I CARICHI DI LAVORO: AVEVO CHIESTO UN AIUTO IN CUCINA, MA NON ERA POSSIBILE ACCONTENTARMI”
(gmajo) – Quasi un anno fa – era il 29 dicembre 2012, giorno del 49° compleanno di Pietro Leonardi – entrava ufficialmente in funzione, con annunzio in pompa magna, il ristorante della Club House del nuovo Centro Direzionale Parma FC di Collecchio, affidato al rinomato chef degli sportivi Ferruccio Minuz. Quasi un anno dopo, però, il cuoco – che da circa 20 anni collaborava con il Parma Calcio, dapprima per le trasferte internazionali, poi, in epoca Ghirardi, nei ritiri a Levico – clamorosamente lascia il suo incarico. E’ lo stesso Minuz a confermarlo a stadiotardini.it: “C’erano dei carichi di lavoro che non riuscivo più a sostenere per il
numero di ore e intensità del servizio: dunque avevo chiesto un aiuto in cucina, ma non è stato possibile accontentarmi per motivi ben intuibili. E così, sia pure a malincuore, ho preferito interrompere questo rapporto, E’ una dolorosa scelta di vita, di salute: non ce la facevo proprio a continuare così”. Durante la conversazione telefonica con stadiotardini.it, Minuz ci ha tenuto a precisare che non ci sono stati dissapori: “Ci siamo lasciati bene: ho avuto sia da parte della squadra che dello staff degli attestati di stima. E’ stata una mia scelta personale: non c’erano più le condizioni
per proseguire oltre”. Minuz, oltre che per la sua bravura di chef, era apprezzato anche per la scelta delle materie prime da lavorare: con il nuovo anno, però, nella attrezzatissima e modernissima cucina del Centro Direzionale di Collecchio, inaugurata appena un anno fa, arriveranno prodotti di fatto già lavorati da un catering (che non ci risulta essere il medesimo, cioè quello dello Shakespeare, che dall’inizio della stagione si occupa di sfamare i frequentatori della Hospitality del Tardini e che ha servito la cena agli sponsor nel casale di
Monte delle Vigne): tuttavia dovrebbe rimanere ancora in organico Simone Marcolin, il cuoco che collaborava con Minuz, il quale, dopo le meritate vacanze con la moglie, valuterà nuove offerte di lavoro: “Cercherò una nuova occupazione che mi lasci un po’ di spazio anche per a vita sociale. Potrei riprendere a fare le stagioni a Cortina o in Sardegna”. Rimane, lo stesso, il rammarico nel vedere interrompersi un lungo percorso: “Seguivo il Parma da circa 19 anni, sia pure con qualche intervallo in mezzo. In anni lontani ero chiamato per le trasferte all’estero e per le tournée,
ma con l’attuale gestione avevo un contratto di collaborazione fin dai tempi dei ritiri a Levico. E’ un bell’ambiente, perché è piacevole avere a che fare con dei ragazzi giovani e con delle persone carine. Sì, indubbiamente come dappertutto c’è chi è simpatico e chi no, ma non dobbiamo sposare nessuno”. A luglio 2012, sulle pagine della Gazzetta di Parma, aveva spiegato: “Se da quasi vent’anni seguo il Parma nelle sue trasferte lo devo a un grande chef come Gino Delle Donne: fu lui a coinvolgermi la prima volta in questa bellissima
avventura professionale”. Qualità e semplicità: queste le parole d’ordine di Minuz quando si tratta di nutrire gli atleti: “Quello che noi facevamo era studiato con medici e dietologi. L’alimentazione era scientifica, con menù a rotazione che equilibravano carboidrati e proteine, senza grassi animali, per soddisfare il corretto fabbisogno quotidiano di calorie. Facevamo di tutto affinché la forma fossa perfetta, del resto con frequenti analisi chimiche non si può sgarrare. E noi ci siamo sempre attenuti alle indicazioni ricevute dallo staffe medico: indubbiamente non si trattava di menù da ospedale, e c’era una grande attenzione per le
materie prime selezionate”. Oltre agli atleti, tra i commensali di Collecchio ci sono stati, di recente, anche gli affiliati al Centro di Coordinamento Parma Club, che hanno organizzato nella club house alcune ravvicinate feste: “Ovviamente le loro esigenze erano diverse da quelle degli atleti: infatti, con loro, concordavamo prima il menù, ma rimaneva invariato il discorso circa le materie prime”. Chissà se dopo l’addio di Minuz verrà replicata l’esperienza, anche
perché, al di là del desiderio di trascorrere qualche ora negli stessi locali frequentati dai calciatori, anche l’aspetto eno-gastronomico ha la sua importanza. Minuz, anche in chiusura di telefonata, ribadisce a stadiotardini.it : “A fronte della situazione che si era creata avevo chiesto un aiuto per ridurre i carichi di lavoro. Non è stato possibile averlo e dunque ho scelto di lasciare. Mi è dispiaciuto parecchio: non è stata una decisione facile, ma quando arriva il momento delle scelte bisogna che vengano fatte”.
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Indimenticabile la spaghettata all’arrabbiata prima del match contro il WBA. Minuz cuoco spettacolare, uno dei migliori segreti del Parma
un altro che non è pagato … avanti tutta con i debiti ….
Salve Enrico,
nelle dichiarazioni ufficiali che Minuz mi ha rilasciato non fa alcun riferimento a debiti. Per cui mi dissocio dal suo commento, del quale si assume ogni responsabilità.
Cordialmente
Gmajo
Certo che ogni notizia è buona per creare polemiche.
Che tifosi del cavolo che siete.
Bruno
Allora cassano biabiany parolo valdes benalouane paletta ora anche il cuoco ma qualcuno restera’ a parma ?
In vergognoso ritardo Auguri a tutta la Redazione.
Per il resto non riuscirò mai a capire come si può passare dal leggere un articolo del genere a sparare su presunti debiti e possibili cessioni di Cassano Paletta & C.
Caro Gabriele, grazie per i graditissimi auguri, sia pure in ritardo. Ovviamente ricambio a nome mio e di tutto stadiotardini.it.
Le cessioni di Cassano, Paletta & C., sempre ammesso vengano effettuate, sarebbero per consentire una sorta di autogestione del club, senza che sia la proprietà a “smenarci” i quattrini per la gestione corrente. A parte che i soci si erano impegnati davanti all’assemblea a garantire le obbligazioni fino al 30.12.2013 (come scritto sul bilancio).
A parte che, per quella bisogna, a mio modo di vedere il più adatto sarebbe Parolo, però, poi, è il mercato stesso che crea le opportunità. E lo stesso scenario paventato la vigilia di Natale da Piovanone sulla GdP (sempre ammesso che anche lui non sia un Mena-Rudo come il sottoscritto ed altri a parere delle gentili Lucia Brianti e Stefania Fieni) mi pare suggestivo (cioè Biabiany al Galatassaray e Cassano alla Doria).
Il collegamento con il cuoco che va via è semplicemente perché anche lui, come potrebbero a breve fare alcuni calciatori, ha lasciato il Parma.
Cordialmente
Gmajo
Io mi riferivo ai commenti dei colleghi utenti, sul’articolo potrei solo farti anche oggi i complimenti.
Che ci sia bisogno di vendere purtroppo è un fatto conclamato.
Concordo con te sul fatto che, per una serie di motivi, il più indicato sia Parolo. Per ora al riguardo si leggono tuttavia solo “leggende” su un’offerta (ridicola) della Roma per la metà..
Il mercato sarà lungo per noi tifosi del Parma, speriamo che le idee siano chiare e che non si calino proprio le braghe dalla disperazione, in passato sono stati più bravi a vendere che a comprare
Anch’io, Gabriele, mi riferivo ai commenti dei lettori, dal momento che nel pezzo con l’intervista a Minuz ho cercato di essere il più asettico possibile.
Sul fatto che Leonardi sia stato molto bravo a vendere mi trovi pienamente d’accordo: ha avuto fantasia, ha saputo inventare situazioni, ha saputo ricavare sangue dalle rape. Come noto non condivido i suoi metodi (ma non condividevo neanche quelli di Cinquini, anche se riconosco maggiori meriti a lui che a Beretta per la tranquilla salvezza del 2005-06, poi sfociata con un insperato posto in Europa, causa Calciopoli) e soprattutto il suo modo di comunicare, ma al mercato ci sa fare davvero. E anche in sede di acquisti, per quelle che erano/sono le nostre possibilità, rimango dell’idea che abbia saputo fare molto bene.
Dovendo far quadrare i conti, ma nello stesso non depauperare i valori tecnici, ricordo operazioni come il doppio scambio + soldi con il Genoa Paloschi+Antonelli per Palladinp+Modesto (e i denari necessari per far trascorrere la stagione, senza chiedere ai soci di smenarci); ricordo l’operazione Borini, ma anche Biabiany venduto e ricomprato…
Cordialmente
Gmajo
dove va minuz a fare gli anolini a genova per panzonio cassano ?
Ecco il primo che se ne va…
Tieni conto del numero da qui a maggio…
E continua a grattare il Pepito
Adesso che se ne andato un cuoco, ne arriva (o viene promosso) un altro oppure viene dato tutto in mano a una agenzia di catering?
Come ho scritto nell’articolo, Filippo, il servizio ristorazione viene affidato a un catering esterno. Anche se un cuoco che collaborava con Minuz mi risulta che possa restare in organico. Escluderei, invece, nuovi arrivi.
Cordialmente
Gmajo
Buonasera Majo,
lo dica chiaramente, senza tanti giri di parole:
a fine anno la proprietà molla tutto ?
Grazie per la sua cortese risposta
Buonasera Pietro,
sebbene le squadre di calcio sovente vengano ribattezzate “giochini del presidente”, nella realtà dei fatti non è che i presidenti possano disfarsene come l’infante del balocco di cui già si è stufato. Significativo quanto affermato, in proposito, qualche puntata fa di Calcio & Calcio dall’avvocato Paolo Paglia, fautore attraverso Banca Monte Parma, del passaggio di proprietà del ripulito Parma FC del post crac Parmalat all’attuale compagine societaria: in quell’occasione, infatti, il principe del foro ha sostenuto che se Ghirardi (come un qualsiasi presidente) portasse le chiavi del Parma (come di una qualsiasi società di calcio) al Sindaco, ne seguirebbe un bagno di sangue.
Al massimo, dunque, Ghirardi potrebbe emulare Spinelli (il quale, per l’ennesima volta, ha posto in vendita il Livorno) cercando acquirenti. Impresa peraltro non di facilissima portata di questi tempi (io, sulla pista cinese, come noto, sono piuttosto scettico…).7
Quindi, senza troppi giri di parole, io penso che la proprietà non sia nelle condizioni di mollare tutto.
Nel contempo, però, mi sono ben chiare due situazioni, che sovente cito nei miei pezzi:
1) all’assemblea dei soci, come certificato nell’ultimo bilancio, l’attuale proprietà si era impegnata a garantire le obbligazioni fino oal 31.12.2013
2) Tommaso Ghirardi, alla conferenza stampa precedente la cena degli sponsor, ha dichiarato che il suo obiettivo è che il Parma si autosostenga (il che, tradotto, significa sana autogestione: tanto entra, tanto esce, senza che la proprietà ci metta del suo).
Con questi chiari di luna lo scenario che mi pare logico prevedere è la cessione di qualche pezzo pregiato dell’attuale rosa. A mio modo di vedere il più adatto sarebbe Parolo. Senza dimenticare che mettere a repentaglio la categoria potrebbe significare un enorme bagno di sangue. E la categoria, come ci insegna la Sampdoria 2010-11, la si può compromettere con cessioni importanti a gennaio, sebbene si possa credere di esser a buon punto del cammino.
Cordialmente
Gmajo
Io scommetterei su numerose dismissioni nell’ambito societario (ma al di fuori del parco giocatori) oltre naturalmente di alcuni pezzi da novanta tanto da sperare di salvare la categoriaA. Poi del doman non c’e’ certezza
Il socio di minoranza parmigiano Marco Ferrari, secondo quanto scritto nel giorno del Centenario da Mario Robusti su parmaonline.info, sarebbe già uscito dalla compagine societaria.
Cordialmente
Gmajo
Imborgia e’ il secondo che se ne va….tieni il conto..ci vorra’ un’agenda
Altro che sostituto di Leonardi
Ho il sospetto (penso abbastanza fondato per quel che ne so) che il castello del DG stia scricchiolando
Spolvera il Pepito
per come la vedo io (leggere commenti luglio/agosto) mi sa che da questo mercato dei disperati (cit) usciremo rafforzati
intanto anche imborgia toglie il disturbo per troppi carichi di lavoro 🙂
Chi anghe’ gnanca pu un bor
Altro che UEFA tra un po’ ci vuol la Caritas
Ma…… il Mulino Bianco, le dre der zo????? No perche tutti ringraziano, ma i van via. Che fola ela?????
sì, ok, troppi carichi di lavoro, va bene, ci crediamo….
Ah ah ah ah aha ha carichi di lavoro!!!!! Ah ah ah ah ah ah
Beh, la qualita’ della vita e’ importante. E i carichi di lavoro debnono essere commisurati…