QUELLA TUMULTUOSA NOTTATA A NAPOLI TRA KK E PECCHIA (PER VIA DI CYPRIEN)
(Gmajo) – Quando Melli ed Osio ricordano gli episodi un po’ fuori le righe di Asprilla (ma anche loro…), amano ripetere che ormai sono caduti in prescrizione. Ed in effetti, dopo qualche lustro, è così anche per il… codice penale. Non possiamo, invece, parlare di prescrizione per un episodio finora rimasto inedito, datato venerdì 30 agosto 2024 che, se tiriamo a mano ora, è per unire qualche puntino su una serie di accadimenti successivi e tentare di capirci qualcosa con una sorta di verità putativa.
In sostanza quella sera, vigilia di Napoli-Parma, l’allenatore del Parma, avrebbe (condizionale eccessivamente prudente) ricevuto in ritiro, nel lussuoso hotel sul lungomare di Castel dell’Ovo, una lunga call intercontinentale piuttosto fumante da parte del capitano d’industria americano, inalberatosi poiché, tra i calciatori convocati e a disposizione c’era quel Wilan Cyprien che poi si sarebbe accomodato in panchina, prima del definitivo taglio dalla rosa inviata il giorno successivo in Lega contenente cognomi e nomi di chi può partecipare alle gare della Serie A italiana. In sostanza il presidente avrebbe voluto che Cyprien venisse mandato in tribuna al Maradona, ma, dopo una lunga mediazione anche con il direttore sportivo Mauro Pederzoli, avrebbe, obtorto collo, accettato il discorso dell’allenatore, per cui non avrebbe potuto mandarlo in tribuna, una volta che lo aveva convocato.
Cosa possa aver fatto il povero Cyprien, peraltro recidivo (prima di essere reintegrato, con profitto, anche nella passata stagione aveva vissuto un analogo calvario), per cadere in disgrazia col patron non ci è dato a sapere con precisione (si narra di futili quisquilie contrattuali, con destinazioni non accettate, a fronte di un ricco contratto in scadenza), ma, indubbiamente, la decisione di metterlo ai margini come un reprobo, è antipatica (specie per chi ha nel proprio manifesto l’inclusione e il benessere dei propri dipendenti) e controproducente, specie se la mettiamo in correlazione con infortuni (quello di Estévez, prima di tutti) che, nelle prime giornate, sono andati a minare il reparto mediano, già numericamente ritenuto insufficiente da diversi specialisti.
Il caso Cyprien sarebbe pubblicamente deflagrato solo il giorno dopo Napoli-Parma, una volta che le liste vennero ufficializzate: Forza Parma, titolò giusto: Cyprien fuori lista per volere di Krause; l’allenatore, che umanamente è sempre rimasto vicino al giocatore, consolandolo nei momenti più bui, alla vigilia di Parma-Udinese, alla domanda a tema di Guglielmo Trupo (video sopra, dal minuto 14), un po’ imbarazzato (“dulcis in fundo…”), rispose così: “Che dire su Willy? E’ stata una risorsa straordinaria nella passata stagione; bisogna solo che dirgli grazie e ora la sua posizione è solo figlia di dinamiche societarie”.
La settimana antecedente, sulla Gazzetta di Parma, il ds Pederzoli, invece, l’aveva spiegata così: «Perché è un giocatore che è stato al centro di molte trattative di mercato e lo è tuttora. Ci sono ancora tanti mercati aperti, anche in paesi molto importanti come quelli del Golfo, Qatar piuttosto che Emirati. Questa è la ragione della nostra scelta. Poi vedremo». Era sabato 7 settembre 2024, ma Cyprien, ancora, continua ad esser pagato per non far niente, quando, invece, forse sarebbe più funzionale se fosse a disposizione dell’allenatore…
Ora: se al povero Pecchia, che già aveva indicato per il calcio mercato uno specifico nome da avere in organico, ossia Gaetano, senza essere accontentato, vai anche a togliere una preziosa risorsa (visto anche che, malgrado certe ottimistiche previsioni di un noto influencer, Mandela Keità, non è proprio apparso pronto in quel quarto d’ora in cui è stato utilizzato, prima del rosso, e le successive esclusioni tecniche e non disciplinari, che si possono anche leggere come un preciso messaggio dell’allenatore che pure, pur avendone bisogno dopo il crac Circati, non fa debuttare neppure Leoni…) come il francese, ci sta che possa anche non esser del tutto soddisfatto, al di là dei sorrisi e delle frasi di circostanza, perché tutti teniamo famiglia, dal momento che, ideologia a parte, sa bene che la sua vera mission primaria è quella di salvare la categoria, e questo, con buon senso, dovrebbe essere capito anche da chi pedissequamente, e senza alcun spirito critico, va (solo) dietro al credo presidenziale, dimenticandosi che, senza la Serie A, il castello di carte potrebbe finire a 48…
E qui non hai due stagioni di tempo, bensì una sola, quella che, dopo sette giornate, ci vede con un bottino di appena 6 punti (pur meritandone 9, solo nelle prime tre, ed infatti lo dicevo che i conti non tornavano…), uno, appena, in più della zona rossa, ed ex aequo con quel Cagliari, rilanciatosi proprio al Tardini dopo averlo espugnato, ma che fino a quel punto era solitario fanalino di coda del Campionato.
In questi giorni, la gran cassa, con grande pompa, ci riferisce che tutti i nostri supposti campioni sarebbero appetiti dai maggiori club internazionali (ma sì, diamoli via, prima che il player trading non ci consenta più facili guadagni, dopo l’abolizione dell’articolo 17 del Regolamento FIFA da parte della Corte di Giustizia Europea), però, oggettivamente, non mi pare che la rosa abbondi, e tagliarsi da soli gli zebedei per non far godere la moglie, non è mai consigliabile…
Dunque, tornando alla infuocata discussione su Cyprien, di presidente ed allenatore, mi potrebbe, ragionevolmente, venire da pensare che anche quella possa aver contribuito a far tardare quel qualcosa che gli embeddati ci danno da tempo per fatta e conclusa (anche se nessuno mette la mano sul fuoco sulle firme).
E dunque, congetture per congetture, subito, senza indugio, qualche sera fa avevo bollato come una bufala quella sull’esonero di Pecchia – lanciata da tale Matteo Moretto dell’ispanico Relevo ed immediatamente virale sul mainstream (incluso il portale di Sport Mediaset), anche se poi, grazie alla certosina opera di Fabrizio Cometti, responsabile ufficio stampa Crociato, che ha gettato l’antidoto, il contagio è stato contenuto ed assai limitato e le news incriminate rimosse (con relativa figuretta degli incauti che manco avevano considerato che in quel mentre il tecnico aveva appena ricevuto, nel salone d’onore del Coni, l’ambito premio Scopigno) – e, se invece ci fosse un minimo di vero sotto?
In Italia c’è chi si starebbe prodigando affinché il tanto annunziato prolungamento del contratto del Mister venga finalmente ratificato: alla faccia, però, di chi sostiene che sia tutto predisposto, ci sarebbe, viceversa, una certa forbice, che magari potrebbe proprio esser uscita ad arte, per fornire un’exit strategy, dal momento che non è un segreto che, in cima ai desiderata del tycoon, ci sarebbe per la panchina, guarda un po’, un qualche profilo internazionale. A questo proposito, nelle segrete stanze, narrano il gran daffare al riguardo del grand commis Martin Semmens, in missione per identificarne qualcuno da presentare al vaglio del decisore: e quindi, magari, qualche osservatore estero tipo Relevo, appreso di certi movimenti, potrebbe averli giudicati in un modo un po’ sommario, facendo detonare la bomba esonero.
C’è da dire che, saltato il tappo Vaeyens (ingenerosa definizione alla parmigiana, di chi, appena uno è ai saluti, non si esita a denigrarlo) non sembrerebbe esserci più un punto di contatto tra struttura (Parma Calcio 1913) e sovrastruttura (Gruppo Krause) che, danno la sensazione di procedere su binari paralleli, quando, invece, il tanto vituperato belga svolgeva questa ingrata e non semplice funzione di equilibratore.
In ogni caso, benché la mentalità americana sia lontana anni luce da quella della pedata italiota, per cui avere un allenatore in scadenza di contratto sia un’anomalia, a distanza di qualche settimana, torno a ribadire come, in presenza di una situazione non proprio idilliaca e di tranquillità come l’attuale, sia fondamentale, da parte del proprietario, un concreto segnale di fiducia nei confronti dell’allenatore, che, stando alla propaganda e alle fole de l’oca del mainstream, sarebbe confermato fino al 2027 già dalla fine dello scorso torneo, ma, curiosamente, la cosa non è mai stata ufficializzata, e anche questa è una evidente anomalia, poiché, da che mondo è mondo, appena si sigla un contratto, nel calcio, che non è propriamente un’azienda privata, se ne dà comunicazione.
L’attuale sosta, credo possa essere, in questo senso l’ultima chiamata, anche perché si fa sempre molto prosopopea sul tutti uniti, tutti assieme, tutti dentro, salvo, però, non accontentandosi della superficie, intravvedere crepe ed incongruenze. Chiudo ricordando che, dopo la notte del Maradona, uscito rocambolescamente sconfitto, il Parma Calcio 1913 ha collezionato appena due punti, senza più vincere e perdendo due volte (tra cui il già citato scontro diretto interno col Cagliari e, se vogliamo, anche quello precedente con l’Udinese). Magari, rinsaldando l’allenatore, la tendenza potrebbe invertirsi… Gabriele Majo
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Krause mi sta sempre più sulle balle….
Ormai il rinnovo di Pecchia è diventata una farsa ridicola come tutto quello che riguarda questo caravan serraglio di adulatori del culto degli adolescenti. E lo stesso Pecchia (che per me ripeto in Serie A non è profilo adatto) a fronte del NON mercato, di uno stipendio degno dei piocioni e di altre situazioni starà valutando altre destinazioni. Ovviamente non quelle ipotizzate dal mainstrim (per farlo sembrare un top, ma in A non lo vuole nessuno manco nel Tide), ma estero o serie B ambiziose e con grana. Il sogno del Messia dei giovani, per distruggerci definitivamente si sa qual’è. Un belga/tedesco/francese o di chissà quale nazionalità di etnia mista che proponga un “calcio propositivo. Se perdiamo con Como ed Empoli cosa che purtroppo ritengo molto probabile tanto che sto già facendo training psicologico per abituarmi all’idea, inizierà a diventare palese anche ai più dormiti che il re è nudo e che col Credo dei giovani e la religione del brufolo ci si va a schiantare.
Comunque sia, ci stiamo davvero impegnando per farci del male da soli. Pecchia ha fatto due ottime stagioni al Parma, ha rivalutato la rosa e trasformato in squadra quello che prima del suo arrivo era una babelica accozzaglia. E ha vinto il campionato di Serie B. Il contratto gli andava rinnovato il giorno dopo, unico elemento su cui non fare ulteriori riflessioni. E invece ci si e’ trascinati per mesi. Arrivando ad ottobre inoltrato con l’allenatore in scadenza e – come prevedibile- voci e spifferi di tutti i tipi ad ogni sconfitta.
Ma si può essere così pirla?
Uno dei pochi problemi che non avevamo era l’allenatore e siamo riusciti a complicarci la vita da soli? Pensate che Pecchia abbia goduto le voci do esonero uscite lo stesso giorno in cui ritirava il premio per la vittoria della B? Pensate che sia indifferente- lui e il suo staff- ad essere il tecnico meno pagato della Serie A? Pensate che goda doversi gestire un proprietario come KK senza nessun argine da parte della direzione sportiva? In ogni caso, anche se arrivasse finalmente il rinnovo che tutti aspettiamo, si sono disperse energie e create tensioni in modo davvero inutile.
Kraus, oltre che Messia della religione dei giovani non a caso definito Re Bida, dal 2 maggio ha fatto e sta facendo di tutto per tornare coi suoi giovani nel campionato che evidentemente più ama, la serie B. Bisogna però stare attenti come insegna lo Spezia dell’anno passato e il Frosinone di questo, che la linea rossa tra B e C è molto sottile.
In ogni caso resta difficile capire chi non voglia procedere col rinnovo.
Krause appoggiandosi ai dati anche per l’allenatore, come da tradizione americana, avrà valutato che, certo in B il Pecchia ha buoni numeri ma in A ha sempre raccolto statistiche preoccupanti e quindi traccheggia per veder che aria tira o Pecchia, sconsolato nel non vedere un po’ di flessibilità nel mahatma Iowa sta prendendo tempo per non “intrappolarsi”.
Di certo la proprietà non la puoi cambiare ed il Pecchia, di cui il sottoscritto non sta aspettando spasmodicamente il rinnovo, sta facendo passi per confermare gli eventuali dubbi della società, un calcio “spericolato”, l’utilizzo con i giocatori di molta carota, e soprattutto, se fosse come raccontano le cronache, il praticare ripicche da educanda nel non utilizzare Leoni e Keità in quanto non da lui voluti. Purtroppo quando comunica sono due anni che avanza a non risposte, salvo qualche ruvida allusione fra le righe e, pur comprendendo il suo modo di comunicare, il “vedo non vedo” è più indicato in altre situazioni. Dopo essere stato definito aziendalista mi vien da pensare che sia un “falso aziendalista”, fin che non trova un’altra scarpa terrà il piede in quella che calza.
Sicuro gli vanno riconosciuti meriti ma forse, problema mio, preferirei una persona più diretta ed onesta nel rispondere alle peraltro spesso penose domande che gli vengono poste. Le sue conferenze sono una litania che da due anni esprime sempre gli stessi contenuti, elogi ai suoi ragazzi, valutazione delle partite sempre positive… capisco che nel segreto dello spogliatoio il tenore sarà, deve esserlo per forza, un po’ diverso ma, talvolta qulache scossone anche pubblico ottiene più di quanto non produca nascondere tutto fra i muri dello spogliatoio.
Certo che se il sultano di Des Moines non inizia a dotarsi di un po’ di empatia con le persone di cui si circonda e di un po’ di flessibilità nel capire che nel calcio 2 + 2 raramente fa 4 la vendemmia sarà rovinosa per lui e purtroppo anche per noi. L’ è proprja ‘n suclòn.
Forse è come dici tu e la proprietà americana starà valutando i numeri della squadra prima di proporre un rinnovo ed è lecito sia così..
Desidero però sommessamente ricordare che la squadra affidata al mister , che potrà piacere o meno nelle dichiarazioni pre o post partita, è la MEDESIMA della serie B …
È oggettivamente difficile pensare che nel cambio di categoria i numeri possano migliorare, soprattutto se non sei intervenuto nel rafforzare quelli che erano i punti deboli nella categoria inferiore ( difesa)
Perché secondo me stiamo diventando un po’ tutti filosofi.. il gioco, il modulo, l’atteggiamento, le interviste eccetera eccetera… ma la verità è che se affronti la A con la stessa squadra della B puoi anche mandare via il povero Pecchia e sostituirlo con Guardiola.. ma Osorio continuerà a marcare l’uomo a 3 metri di distanza ..
Sul riferimento alle mancate operazioni di mercato per adeguare la rosa è ormai un’argomento consolidato, mancanze e “colpe” sono evidenti ma, se la situazione è questa si dovrà fare con quel che c’è. Diversamente si potrebbere sbattere i pugni sul tavolo pubblicamente e mettere dinnanzi alle proprie responsabilità i “colpevoli”. Sul fatto che i giocatori siano gli stessi della B per certi versi avrebbe dovuto e potuto portare una certa solidità e rodaggio di certe dinamiche, invero pare si sia ripartiti dall’inizio. Io peraltro penso che effettivamente cambiare categoria è un po’ come ripartire dall’inizio ma pare che certe esperienze pregresse che potevano risultare utili siano state dimenticate. Dopo due partite sentir dire da tutti i giocatori “adesso sappiamo che ce la possiamo giocare con tutti” mi ha fatto capire, se ce ne fosse stato ancora bisogno, di come si ragiona in quello spogliatoio. Sul diventare filosofi e complicati purtroppo il primo a seguire queste linee e proprio il mister, per questo non disdegnerei veder questi giocatori guidati da qualcun’altro. Non per irriconoscenza o poco ponderata volontà di cambiare ma per soddisfare questa mia curiosità di vedere certi giocatori in ruoli a mio parere più adatti alle loro caratteristiche. Sul mancato miglioramento della rosa mi trovi d’accordo, chi può dirsi non d’accordo….forse il sultano dell’Iowa, nessun altro…del resto è vero che in campo ci vanno i giocatori, per cui da quello si parte … è vero anche che qualche volta l’allenatore serve… se uno marca a 3 metri dovrai insegnargli come fare, se uno tutte le volte che è davanti alla porta valuta che i 7,32 metri non bastano dovrai insegnargli come fare, se uno tutte le volte che entra arriva come un tgv dovrai insegnargli come fare…se non lo fai perchè pensi che i giocatori devono arrivare già con i fondamentali allora forse devi chiederti dove sei e cosa vuoi fare, diversamente puoi fare come hai fatto con la Cremonese…grazie, è stato bello e saluti.
Comunque la verità in saccoccia non ce l’ha nessuno, sono punti di vista e sensazioni, ed anche se ci credo poco, spero sempre che stupiscano in senso positivo.
Forz Parma …
Andiamo avanti … credo molto … in Parma … é speciale é unico
Articolo interessante. Pare che il nostro Krause abbia una doppia personalità.
Dott. Krause: inclusion, equity, diversity, bla bla bla.
Mister Kyle: s’incazza con l’allenatore se “include” Cyprien.
Dott. Krause: ambientalismo, green, sostenibilità, bla bla bla.
Mister Kyle: fa molteplici voli intercontinentali su jet privato per seguire delle partite di calcio.
Dott. Krause: porterò il Parma in Europa, bla bla bla.
Mister Kyle: retrocessione (da ultimo) seguita da 3 anni di Serie B.
Dott. Krause: serve sostenibilità economica, puntiamo sui giovani per poi rivenderli e fare plusvalenze, bla bla bla.
Mister Kyle: fa una (mini) plusvalenza in 4 anni (Oosterwolde), nel mentre sputtanando centinaia di milioni per giovani bidoni belgi.
Dott. Krause: costruirò a Parma uno stadio moderno, inclusivo, all’avanguardia, bla bla bla.
Mister Kyle: non costruisce nè costruirà un bel cazzo perchè non ha fatto due diligence su come funziona la burocrazia italiana.
Ha una doppia personalità, o è solo un altro coglione ipocrita che parla bene e razzola male? Una domanda su cui riflettere.
Totalmente d’accordo con te
… doppia personalità…. temo ne abbia si e no mezza…. come scrivevo sopra non capisce che nel calcio 2 + 2 non fa quasi mai 4 …però 100 + 100 + 100 fa 300 …. milioni buttati nel cesso
Analisi interessante, meno condivisibile il vocabolario
Però rende bene il concetto, sacrosanto…
Fatelo leggere ad Ampollini giovedi sera…. sarebbe interessante… stiamo precipitando e loro ci fanno vedere la cena di casa ferrari…
C’è stato qualche rutto?
Vedrai cosa ti combina il killer dell’aiuola ora che i garanti son evaporati
Amici miei la storia insegna che il fanatismo religioso porta sempre regresso e mai progresso. I muslim in barba e sandali che sparano in aria coi kalashnilov etc.. Il
problema è che il Parma come lo conosciamo (io almeno) dal 1988 non esiste più. È stato sostituito nell’indifferenza generale e tra i plausi dei soliti idioti (Che invariabilmente risiedono in Via Mantova e al Ponte Caprazucca) da una “filosofia”, da un credo, da una religione. Che viene prima della squadra, dell’allenatore e delle esigenze tecniche. Secondo Kraus noi dobbiamo tifare la filosofia dei giovani. Quindi serie A,B o C non conta un cazzo. Vincere o perdere non conta. Conta avere dei giovani in campo ed essere coerenti con il Credo. Per questo la sola nostra salvezza è che il Messia se ne vada o saranno anni sempre peggiori
Non se ne va neanche se lo prendi a calci nel didietro (per non dire altro)
Ampollini la sa lunga
Sarebbe ora di cambiare spicher allo stadio, ci metterei oliver ,cosí dopo 5 anni lo sentireste parlare del fu parma ac (sempre nei nostri cuori),na roba mai vista ma che cazzo di roba é sta società
Basta Stopaj
Majo ma se ti hanno fatto fuori 2 volte dalla societá, non è che devi spalare merda sempre e comunque eh?
Eh sì,al péra gnam normel quando al fa al spiccher,é proprio uno di voi
👍🤣
Beh sempre meglio di chi per il proprio egocentrismo da fighetto figlio di papà non critica mai KK e lo difende in modo imbarazzante …
In mezzo a tanti che leccano il c..o sei rimasto l’unico giornalista sportivo a Parma. Imbarazzante è il giovedì sera in TV .. neanche la TV di stato nordcoreana è così.
Rimpiango i tempi di calcio e calcio su teleducato, quella era veramente una voce fuori dal coro
Cmq per chi non se ne fosse accorto le prossime due partite sono le più importanti degli ultimi 4 merdosi anni. Se non fai 4 punti e conoscendo la “filosofia” della Setta che a gennaio non si prende nessuno o almeno nessuno sopra i 20 anni e #siamoappostocosì e tutte le stronzate che dirà Pedar Sola siamo già in B al 27 di ottobre.
E Pecchia allora ha rinnovato?