venerdì, Agosto 21, 2026
L'OpinioneNews

NON SPARATE SUL SOLDATO VAEYENS

(Gmajo) – Se c’è un aspetto stucchevole, direi anzi fastidioso, è quella tendenza a minimizzare la fuoriuscita – inaspettata o meno che fosse, a seconda degli oracoli – di Roel Vaeyens dai quadri apicali del Parma Calcio. Se il dirigente sportivo belga, fino a quando era rimasto in sella, ci veniva descritto, per il suo cuore Crociato, l’andare in Curva coi tifosi, l’esser artefice di operazioni importanti (tipo Suzuki, peraltro, invece, voluto in prima persona dal proprietario) nonché della promozione in Serie A, una volta ricevuto il benservito, gli stessi si affannano a dirci quanto poco fosse influente, o un incapace, o che non si sentirà la sua mancanza e che fosse inutile, o che aveva voluto Colak a tutti i costi contro il parere di Pecchia col quale non era sbocciato feeling, etc etc.

Al di là della tendenza a blandire il club sempre e comunque – specie quegli interlocutori privilegiati che spifferano primizie, salvo poi con email minatorie prendersela con altri se fanno altrettanto – penso sarebbe auspicabile un maggiore equilibrio nei giudizi, specie quelli personali, al fine di non minare ulteriormente quel minimo di credibilità che si crede di avere: perché certi capovolgimenti di fronte appaiono piuttosto ridicoli.

Acqua passata non macina più, soleva spesso ripetere quel saggio di Oreste Cinquini, per cui è inutile, oggi, star qui a mostrizzare (come è stato abbondantemente fatto dalla maggior parte dei media) il decuius, così come potrebbe risultare vano il mio tentativo di riabilitarlo agli occhi di quegli stessi che sino a poche ora prima, magari obtorto collo, lo celebravano, prima di calpestarne il cadavere gettato nel fango.

Nelle nostre precedenti analisi sul caso, abbiamo cercato di approfondire quali effetti potrà sortire, nell’immediato o nel futuro prossimo, l’ennesimo avvicendamento nella carica di managing director sport, un mestiere difficile come anche altri hanno scritto, tipo Lorenzo Fava su SportParma, soprattutto se al servizio di un decisionista, piuttosto cocciuto, come Kyle Krause che vuole imporre le proprie convinzioni e la propria lungimirante visione anche quando c’è qualche kamikaze, incurante del proprio posto di lavoro, che cerca di fargli capire l’incongruità, l’inefficacia (sull’immediato) e la impopolarità di certi suoi must.

Non so se Roel Vaeyens possa effettivamente essere annoverato nella schiera dei kamikaze – merce piuttosto rara ad Alcatraz, dove ognuno dimostra la propria fedeltà in mensa – ma sicuramente, come avevo già avuto modo di annotare, non era un passivo Calboni, e, al di là di un carattere piuttosto nordico e dunque poco empatico coi più meridionali, gli va ascritto il merito di esser stato, nei confronti del poco maneggevole proprietario, comunque meno supino e schienato di altri, come appunto dovrebbe convenire a chi riveste posizioni apicali.

Ma, come ho scritto in precedenza e come ribadirò in conclusione, chi si trova ad essere il vertice della piramide, dovrebbe poter godere di una fiducia piena e totale da parte di chi lo investe (dopo ricerche teoricamente accurate, sia pure poco utilizzate nella pedata italiana), anziché esser vittima dei molteplici innamoramenti per altre figure interne (sovrastruttura di gruppo) od esterne.

Va anche aggiunto, poi, che i sottoposti – come direbbe il saggio Cinquini – quando manca il gatto (ossia il MDS) ballano come i topi, tradotto: preferiscono poter agire liberamente senza qualcuno cui riportare. A parte che un qualcuno cui riportare c’è sempre, ossia il datore di lavoro, che, come ho provato ad azzardare nell’ultimo articolo, potrebbe, stanco di sperperare soldi in liquidazioni, decidere di essere lui stesso il terminale operativo, affinché continuare ad esser scontento dell’operato di altri. Ovviamente non so se effettivamente ci potrà essere un costante impegno operativo in prima persona da parte di KK (il quale, nel caso dovrebbe ovviamente stanziarsi al Mutti Training Center), ma così mi è venuto da intuire nel leggere il comunicato stampa che Kyle J. Krause continuerà il suo ruolo attivo di leadership come Presidente del Parma Calcio e guiderà il Club con il team dirigenziale esistente.

Già nel precedente articolo a tema abbiamo avuto modo di chiarire – anche se noto che altri continuano ad enfatizzarne la presenza in questi giorni a Collecchio, pur ad onta di una nota ufficiale in cui il suo nome non appare, del resto non è semplice capire le complesse dinamiche interne del Parma Calcio standosene in redazione – che non cambierà il ruolo di Martin Semmens, il quale, da “consiliore”, continuerà a sussurrare all’orecchio di Krause. Egli, esattamente come prima della dipartita di Vaeyens, continuerà a far parte della sovrastruttura, ossia il Gruppo Krause, ma senza attribuzioni di cariche dirette interne al club. In sostanza, esattamente come prima (Vaeyens da tempo non si rapportava più direttamente con KK, ma appunto attraverso questo tramite), Semmens è il punto di contatto.

Almeno, questa è la situazione nell’immediato, poi vedremo se e come rileggerla in futuro, perché, restano aperte questioni non chiarite dalla notula: ossia a chi riportano, ad esempio, il direttore sportivo della femminile (prima a Vaeyens, ora?) o il responsabile delle giovanili (prima a Vaeyens, ora?). Non menziono la maschile, poiché Mauro Pederzoli, in tandem col capo scouting Massimiliano Notari, Mamo per gli amici), ha già fatto diverse volte da supplente, e poi lì la situazione è già più articolata, dal momento che il collegio direttivo è allargato anche ai potentissimi direttori performance & analytics (Mathieu Lacome) e Football Finance (Alessandro Pettinà), sicché è vero che viene a mancare il punto di sintesi, ma i cervelli non mancano…

Ieri, l’autorevole Andrea Schianchi sulla rosea, a parte sostenere che Semmens sia in arrivo, mentre secondo Sandro Piovani è già a Collecchio da lunedì (del resto come risulta anche a noi), ha cercato di far passare per un fulmine a ciel sereno l’addio del belga. Non ho idea a Milano, (“Milan l’è sempre un gran Milan”), ma gli stakeholders locali, invece, ci narrano tutt’altro, visto che, secondo loro, era da mo’ sulla punta del badile (salvo non averlo mai fatto sapere prima al grande pubblico).

Nel nostro piccolo (sopra un passaggio dal nostro editoriale “L’ora delle decisioni irrevocabili, parte terza del 28 maggio 2024), invece, qualcosina avevamo tentato di far trapelare: avevamo, per tempo, ricevuto la boffata giusta: siccome, però, queste situazioni non sono mai lineari, proprio mentre stavamo per premere il detonatore, siamo stati fermati appena in tempo, poiché nel frattempo la situazione che sembrava precipitata, miracolosamente era tornata in carreggiata: epperò i rumors sui vari mal di pancia, con tanto di ordine di esecuzione già impartito, non potevamo certo farli passare sotto silenzio o ignorarli, per cui, qua e là avevamo iniziato a seminare qualche piccola traccia come Pollicino, iniziando ad accennare alle varie crepe nel rapporto.

Per essere precisi, Vaeyens ci risultava out dalla sera prima della consegna in Regione del premio promozione da parte dell’allora presidente Bonacini (se mi ero scomodato in prima persona ad andare fino a Bologna, quando avevo trascurato un evento fac simile nella più comoda Parma, non era certo stato solo per accontentare il decano Ceci desideroso di presenziare, come vi raccontai da Pinocchio, allora, quanto, appunto, per andare a fiutare l’aria): era, dunque, la sera del 22 maggio 2024, da allora sono passati due mesi abbondanti prima della annunciata deflagrazione, qualcosa, insomma, di assai diverso rispetto alla narrazione del canuto roseo secondo cui: “l’allontanamento di Vaeyens è stato improvviso e del tutto inatteso”. Non solo: secondo l’informatissimo Schianchi “che ci sia un po’ di fibrillazione in società è abbastanza normale”: sarà, ma, secondo me, conoscendo i miei polli, c’è stato chi ha stappato bottiglie di Champagne (e mi fa sorridere leggere che tutti in società gli augurano ogni bene…)

Su un punto, però, concordo con l’erede di Montanelli: “Il problema è che gestire una macchina complessa come una società di calcio italiana stando in Iowa è piuttosto complicato, soprattutto se agli uomini scelti per dirigere la struttura non viene concesso quel margine di manovra e quell’autonomia che sarebbero necessari”. Appunto, il leader batta un colpo: se vuol agire in prima persona alla Lotito, dia l’inequivocabile segnale di una presenza fissa a Collecchio, oppure, una volta per tutte, deleghi, ma senza riserve ed interferenze assortito, un unico Plenipotenziario che metta in ordine nelle diverse variegate anime del club (che non sempre remano nella stessa direzione).

Schianchi, aggiunge: “Pecchia, in questo momento, cerca di isolare completamente la squadra e di fare in modo che i giocatori siano concentrati soltanto sul campo”. Ininfluente fin che volete (io non sono d’accordo, ma se lo dite voi…), però l’abbandono del vertice massimo della piramide apicale sport, di una squadra neopromossa in serie A non è roba usuale, né da minimizzare, nascondendosi dietro bimbominkiate social, tanto per rassicurare il popolino che va tutto bene madama la marchesa e che c’è un clima ottima attorno alla squadra, seguendo la parola d’ordine: “normalizzare”, quando di “normale” non c’è molto… Gabriele Majo

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Gabriele Majo

Gabriele Majo, 62 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 a Dicembre 2023 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società. Dal 2010, a conferma di una indiscussa poliedricità, ha iniziato un percorso come attore/figurazione speciale di film e cortometraggi: l'apice l'ha raggiunto con il cammeo (parte parlata) all'interno del pluripremiato film di Giorgio Diritti "Volevo Nascondermi" (con presenza nel trailer ufficiale) e partecipazioni in "Baciato dalla Fortuna", "La Certosa di Parma", "Fai bei sogni" (del regista Marco Bellocchio), "Il Treno dei bambini" di Cristina Comencini, "Postcard from Earth" del regista Darren Aronofsky, "Ferrari" del regista Michael Mann, "Giovannino Guareschi" del regista Andrea Porporati, film "Ammazzare stanca", film "I giorni più intensi di Guido Kalb", serie Tv "Il Capo perfetto", serie Tv "Motorvalley". Apparizioni anche nei cortometraggi nazionali "Tracce", "Variazioni", "L'Assassinio di Davide Menguzzi", "Pausa pranzo di lavoro", "3 di Picche", "Le jour de la robe de la mariée", "Pazzia"; video clip ufficiale di "Sto bene al mare" di Marco Mengoni feat Sayf, Rkomi; video clip musicale girato a "Il brutto anatroccolo" di Milano; tra i protagonisti (Ispettore Majo) della produzione locale della Mezzani Film "La Spétnèda", e poi nei successivi lavori "ColPo di Genio", "Franciao", "Sconcerto nella Bassa".

32 pensieri riguardo “NON SPARATE SUL SOLDATO VAEYENS

  • Per Ampollini il Minimizzatore, Vaiens non aveva nemmeno il curriculum adatto..con bocca storta e fare sdegnato da chi sta perdendo tempo a parlare di cose inutili il nostro in arancione ha detto che “era uno scout non un direttore generale”…
    Ovviamente ex post… l’anno scorso appena assunto era il fenomeno che ha venduto De Chetelare al Milan…

  • Comunque le balle e le cannelle come sempre hanno le gambe corte. Siamo al 3 agosto e ad oggi è arrivato uno svincolato dal Frosinone e un afro giapponese sconosciuto. Punto. Tutto il resto sono scorse nel vento. Aspettiamo sempre i 4/5 acquisti di esperienza di serie A promessi a meno che ovviamente non siamo tornati ai tempi di chi messo alle strette per le balle contate chiedeva di portargli le fatture non pagate…
    Ma Bernamèl il fenomeno voluto da mezza
    Premier che però sta in panca anche nella Spagna C che fine ha fatto? È in Erasmus?

    • Se uno arriva a criticare Bernabe vuol dire che ha problemi seri o che evidentemente è in mala fede… quello che è incredibile è che ci sia gente che spera che il Parma perda per dire che aveva ragione… ma mi domando allora sono tifosi del Parma?

      • che pippotti ci sono

        che palle certa gente con i pipponi, i tifosi possono anche criticare sei giornalista ?perdi il posto se fai una larvata critica ? lo capisci che Davide fa ironia e estremizza ……… se non ti piace non leggerlo a me piace e diverte sicuramente piu’ di uno che sa solo dire forza parma ole’ se no non sei tifoso e ha il prosciutto sugli occhi . Ha detto una cosa vera al momento e’ una riserva del olimpica che sono le seconde o forse terze linee dell under 23 spagnola (mica c’e il fenomeno di 17 anni anche se poteva andarci tanto per capirci ) allora non e’ tifoso ha messo in discussione bernabe’?che poi siamo onesti anche pecchia mica sempre lo mette titolare,ha fatto un mezzo anno in b altalenante sopratutto il secondo anno lo vedremo adesso in serie A

        • Non fa ridere x niente… pessima ironia, peraltro con le stesse cose ripetute mille volte sino allo sfinimento.
          I giornalisti hanno il compito della critica, i tifosi devono prima di tutto sostenere e tifare poi si critica a fine partita se non è piaciuto lo spettacolo, qui sono attacchi gratuiti per sminuire tutto e gettare fango su squadra (la nostra) e società.
          Detto questo non ho mai letto un messaggio del signor Davide di soddisfazione su una vittoria del Parma, si è arrivati a dire che siamo andati in A perché abbiamo vinto qualche partita a tempo scaduto (ricordo che siamo stati in testa dalla prima all’ultima giornata, vinto un campionato per la prima volta nella storia con record di punti)… mentre se succedeva il contrario eravamo dei brocchi…
          Su Bernabe per me è il giocatore più forte di proprietà visto a Parma dopo il fallimento…

          • che pippotti ci sono

            ha detto una verita’ anche questa volta Davide perche’ negarlo l anno scorso era la classica annata in cui tutto va bene non so esattamente la statistica ma almeno 5/6 volte abbiamo segnato all ultimo minuto senza quei punti difficimente eravamo promossi direttamente mi ricordo pisa palermo sopratutto venezia !! ma tanti altri che non ricordo . Non c’e nulla di male dirlo e stare con i piedi per terra non sempre sara’ cosi l anno prima fu il contrario facevano un tiro e un goal gli avversari ci sono annate in cui tutto va bene ma buon per noi se l anno scorso e’ andato tutto bene cosi sentivi poco davide .Su Bernabe’ sicuramente e’ un ottimo prospetto ci sono buone probabilita’ che facciano una buona plusvalenza penso che fara’ bene anche in serie A assime a bonny e’ il prospetto piu interessante per la plusvalenza ps i giornalisti hanno diritto di critica ma come vedi tutti siamo d accordo e a lamentarci che a parma non la fanno ecco perche’ ci volgiono i davide eccc che mettono a nudo alcune problematiche

  • Articolo sacrosanto.. peggio della gestione dirigenziale del Parma calcio c’è soltanto la gran cassa dei “professionisti “dell’informazione che subito si affrettano a difenderne l’operato a spada tratta, dove il cacciato di turno diventa improvvisamente incapace, ininfluente, incompetente, e la perla delle perle.. “senza la forte personalità ” necessaria per lavorare con KK ( come se non fosse stato proprio lui a sceglierlo dopo un casting durato più di anno ) .
    Ovviamente nessun minimo cenno di critica alla gestione quanto meno “bizzarra” dei dirigenti del club.
    #losapevamotutti #ilrapportononèmaidecollato #futuroroseo #societàmodello #lospaevamotuttimanonneabbiamomaiscritto

  • Ale Pongonazzo

    Pensieri buttati li… tempo fa il buon Martinez, mostrandosi anche più rilassato del solito, indicava che da quando c’era il belga l’ organizzazione generale era molto migliorata con conseguente beneficio per tutti … si vede non proprio per tutti… chi lo sa…. Se KK volesse effettivamente Lotitizzarsi sarebbe quantomeno educato e funzionale per egli stesso che dopo anni di promesse imparasse un po’ di italiano…. forse non lo fa perché tanto non comunicano mai un …. e poi il famigerato mercato….a parte chi, come e quando ed isolamento pecchiano o meno, temo che molti soggetti possano deprimersi…certo molti non vedono di buon occhio l’ arrivo di un collega nel proprio ruolo ma, in quello di qualcun’altro…tra rafforzamento latitante e dirigenti epurati qualche carattere sensibile potrebbe intristirsi…. diciamo così

    • Io so poco di calcio ma posso assicurare che Vaeyens stava studiando l’italiano da quando era arrivato a Parma. Ci teneva molto perché sapeva che la gente di Parma avrebbe apprezzato lo sforzo. Poi ripeto, sulla competenza non mi esprimo perché non è il mio ambito

  • Pappole e nuvole

    C raus ! dovrebbe gestire un circo mica il fu parma

  • Pappole e nuvole

    4 anni che é in Italia,avi italiani,non spiaccica due parole in italiano neanche con Google translator,ritardo cognitivo

  • Qualcuno ricorda esattamente un anno fa quando arrivò Vaiens la Rudarola in pompa magna lo presentava con una intervista del super Direttore Rinaldi. Non solo, ma lo stesso Rinaldi arrivò persino a dire nei 5 ridicoli minuti che prevedono il tiggì che con Vaiens l’aria sarebbe cambiata perché sarebbero stati fatti acquisti importanti e funzionali alla promozione lasciando perdere le stronzate dei giovani stranieri e puttanate krausiane assortite. Lo stesso Rinaldi fece il nome di Coda come affare già fatto e primo mattone dell’era Vaiens che metteva una pietra sui vari piploni ventenni. Io ero felice, finalmente si iniziava a ragionare in modo serio. Poi evidentemente Coda non è arrivato perché “Kraus vuole solo giovani” e da lì siamo tornati nella merda da cui eravamo partiti con solo il culo di una stagione girata giusta nei minuti di recupero di 10 partite (se no col cazzo che saremmo in A). Evidentemente il belga aveva idee giuste, immeritatamente affossate. Ma allora perché lo hanno preso????

  • nicolò gazzi

    Bisognerebbe capire le reali motivazioni che hanno portato a tt ciò ,a far fuori 4 dirigenti ,da Carli (prima della nostra esperienza era visto come top come dirigente ) a ribalta(altro nome di spessore ) fornier vayenes…….ricordiamoci anche che quest ultimo nel bruges era capo osservatore …….

  • Giovani over 30

    Krause punta solo sui giovani! Un PdC, ormai defunto, soleva dire ai suoi dirigenti che una bugia, se ripetuta parecchie volte , diventa una verità. Dall’arrivo di Krause, sono sì arrivati parecchi giovani, ma anche calciatori prossimi alla pensione: Buffon, Pandev, Pellè, Danilo, Ansaldi, Schiattarella, Rispoli. Anche Vasquez, Di Chiara, Partipilo, Osorio, Chichizola, Estevez, Colak, Cyprien, Hernani, Romagnoli etc etc non sono certo di primo pelo, dimostrando che l’età non è una discriminante sulle scelte societarie. Ma a qualcuno evidentemente fa comodo scrivere così

  • Io dopo 4 anni a sentire la litania del Regime veicolata dagli Hezbollah cammellati capitanati dal Minimizzatore di “calciatori giovani, forti, di talento, con margini di crescita” mi viene voglia di prendere a testate il primo muro che ho di fronte. Non se ne può più

  • No, infatti. In primis dai un segnale di confusione a livello dirigenziale, poi significa che deve sempre metterci la faccia Krause, che non ce la mette quasi mai.

  • Ale Pongonazzo

    Direttore, ma l’ intervista generosamente concessa dal Pede a sportweek è da considerarsi pura casualità o andrebbe catalogata come astuta (???) manovra da ufficio stasi/stampa volta a rafforzare la posizione del Pede stesso, condotta peraltro con i soliti toni falsamente modesti alla ricerca di una “statura” accostandosi a questo ed a quello.

  • IL livello del giornalismo sportivo di parma e’ immutato da 20 anni scarso era e scarso rimane (piovani con il suo tono amicale non fa in realta’ scoop da decenni ) , gira rigira sono sempre i soliti seduti sulla scragna. Il vero problema e’ il SERVILISMO !! COME STIAMO A SERVILISMO ? , nessuno che osa in sala stampa contraddire la strategia di kk o anche pecchia .Li capisco visto che poi se lo fanno anche pecchia se lo lega al dito X cui giustamente nessuno osa dire nulla (PRIVATAMENTE CRITICANO POI ….). Noto anche sacco di commentatori senza arte ne parte vedi friggeri ferrari ma lo stesso ampollini ( da dove gli deriva tutta questa sapienza calcistica me lo spiegate ? ) e tutta questa rete diell amico dell amcio un certo clientelismo . Poi sicuramente alla gazzetta e tv parma debbono seguire la linea del politicamente corretto che gli viene impartita dall unione industriali che comanda il giornale e la tv . Stranamente krause che dimostra di non considerarli infatti non rilascia mai interviste a loro e non parla mai in italiano (manco dopo la promozione ) li intimorisce molto ! hanno un timore reverenziale di kk e della sua gestione , probabilmente e’imposto dai 7 magnifici che hanno venduto a kk e quindi non volgliono sentire critiche a kk che riporterebbe al peccato originale le colpe di una gestione incentrata solo sul business vedi stadio e non sul calcio o giocato i

  • Amico mio nel finale hai centrato in pieno. Da Ponte Caprazzucca c’è l’ordine di NON osare criticare il monogiacca perché se no poi indirettamente si criticano i piocioni che gli hanno mollato il baraccone in fretta e furia. Tutto questo come sai ha sempre una scadenza. Arriverà come per LUI prima e quell’altro paffuto dopo, un momento in cui anche il monogiacca diventerà il nemico (come Vaiens). E gli Ampollini e Piovani di turno con il sopracciglio sollevato di chi la
    sa lunga e il classico “ehhhhh fiiiiiiiiii ma lo sapevano tutti….”. Sui soggetti fiancheggiatori degli pseudo giornalisti del gruppo di Via Mantova mi mancava quel
    mamlone che c’era giovedì e la continuava a menare coi giovani, per il resto Romenghi, Frigeri e Ferrari al top. Frigeri sarebbe capace di dire che Drissa Pistapoci in A farà meglio che in B. Intanto dai che ormai Bernamèl torna dall’Inelterail. Abbronzato, in infradito e con lo zaino 🎒. Con la Premieri in fila per fare offerte da decine di milioni per prenderlo. Comunque tra due smani inizia il campionato e siamo a uno svincolato dal Frosinone e un portiere sconosciuto. E i 4/5 innesti di esperienza promessi????Non serve aggiungere altro. Se non che a contare le balle abbiamo già visto uno con la pancia

    • Mi urge precisare che la linea di TeleUpi non è dettata da Ponte Caorazucca quanto lasciata ai curatori. Poi che questi possano essere più realisti del re è un altro discorso. In ogni caso i 7 ~ che non sono affatto scappati, come da troppo tempo, farneticando, vai scrivendo ~ non hanno dato alcun ordine al riguardo, anche perché è abbastanza palese che al di là della mera formalità, non abbiano alcun tipo di rapporto col magnate americano, il quale, appena arrivato, ha avuto ben cura (ahimè sbagliando) di tagliare ogni cordone ombelicale con i predecessori. Poi che all’Upi pensino di blandire la benevolenza di Krause, con la recondita speranza che questi possa immettere risorse sul territorio (ergo i propri associati) può essere un altro discorso, ma alla Pizzarotti di rifare il nuovo stadio, ad esempio, interessa una benedetta mazza, intanto perché eventuali revenue future sarebbero tutte a vantaggio sel committente (Kk) e solo i due spicci per l’opera edilizia non valgono tutte le rotture di maroni che ci sarebbero attorno anche per il florilegio di spropositi tipo quelli che scrivi tu..

  • Resta il fatto che ormai il fiancheggiamento di Tele Upi è arrivato a livelli imbarazzanti. Io per curiosità guardo anche altre Tv locali da Cesena a Modena, Bologna e in tutte si critica, si parla si informa. A Bologna criticano Saputo senza problemi e non aggiungo altro. Qui come sempre siamo un distaccamento della Sicilia per omertà e servilismo (non si sa poi per cosa).

    • Sig Davide, non la conosco, ma credo che abbia centrato il punto. Il Tardini e le “aree adiacenti” ma ancora di più Collecchio e l’enorme area acquisita attorno al centro sportivo, 7 (sette) volte più grande del centro sportivo della Juventus alla Continassa, potrebbero rappresentare le più grandi realizzazioni edilizie della provincia, di tutti i tempi. In questo momento gli argomenti della poco esaltante direzione sportiva della società (3 anni di B e una retrocessione dalla A al primo anno) ma soprattutto della disastrosa gestione economica (oltre 400 milioni “bruciati” in 4 anni), vengono letteralmente ignorati dalla stampa locale (confindustriale e non) e sono completamente fuori dal dibattito politico. Tutto questo “protezionismo” nei confronti di Krause, potrebbe far pensare (maliziosamente) ad un appoggio dei piani alti dei palazzi cittadini (a quale scopo?). La GdP, del resto, ha 3 settimi dei “7” nel suo CdA. Sul taglio netto dell’americano con gli industriali nostrani, tanto decantato dalla stampa locale, vorrei fare notare qualche dettaglio. Per esempio il CFO (Direttore Finanziario) è lo stesso dei 7, Casagrande, (nelle aziende strutturate è il primo ruolo a saltare nei cambi di proprietà) e molti uomini della vecchia gestione sono rimasti in ruoli fondamentali (Team Manager, SLO, Procuratore Generale, Direttore Mktg etc etc). Lo stesso DS Pederzoli è un uomo di Faggiano. Se ci aggiungiamo i 1.272.000 eurini annui, per la gestione della mensa del duo F&P (legalissimi e probabilmente ben guadagnati) e il naming right di “Collecchiello” si noterà che questo “taglio” col “passato” e con l’imprenditoria cittadina, non è poi così netto.

    • Il peccato originale

      Mi sembra che il Direttore abbia centrato il punto. Il peccato originale e’ stata l’arroganza con cui Krause ha estromesso la vecchia gestione 24 ore dopo l’acquisto del Parma, senza designare consiglieri o ascoltare consigli dai vecchi soci. Comprensibile che, cacciata la pila, volesse giocare da solo a fare il Presidente, ma Nuovo Inizio aveva dimostrato una certa abilità a muoversi nel complicato mondo del calcio italiano e anche su stadio o centro sportivo avrebbero potuto dare una mano. La cosa più naturale sarebbe stato un percorso di accompagnamento, che con 350 milioni di investimento avrebbe portato probabilmente ad altri risultati, sia sportivi che sulle infrastrutture, di quelli raggiunti ad oggi. Quello che e’ successo e’ abbastanza atipico, visto che quando uno straniero sbarca in Italia cerca sempre una sponda locale, ma Krause evidentemente si sentiva già pronto a gestire direttamente, grazie alla sua esperienza di imprenditore calcistico negli USA.

  • Soave Mainardi della Rovere

    definire cervelli Lacome e Pettenà fa un po’ sorridere.

  • Pappole e nuvole

    Eh no non sono scappati no no,é solo una percezione,cit,in effetti sono evaporati ,insomma un altro stato della materia

    • Assolutamente no. Non si può mistificare la verità storica dei fatti. Che conosco molto bene avendo fatto parte integrante della compagnia. Nuovo Inizio è stata la rivalsa di Marco Ferrari sul Ghiro, il quale oltre ad avergli mangiato non pochi quattrini (del resto come agli altri soci di minoranza, poi condannati in primo grado da giudici che ci hanno capito poco) senza avere uno straccio di gratificazione. Ferrari è stato ideatore e collante di una compagnia di amici più o meno facoltosi che partecipavano al club mettendo una “quota” via via nel tempo aumentata. Fin da principio si era sempre conosciuta la natura temporanea dell’intervento per la rinascita. Del resto Marco Ferrari è uno specialista delle start up e la sua storia personale è li a certificato. Costretti a tornare in sella dopo le inadempienze di Lizhang, che ha prolungato, per altro in modo vincente, la propria esperienza, come da programma avrebbero poi ceduto a Jrause. Al di là della gestione un po’ naif di quest’ultimo, non si può negare il suo impegno economico a favore della squadra cittadina. Quindi nessuna fuga checché sparino cavolate detrattori ignoranti e in mala fede

  • si in effetti il quasi palo e mezzo intascato ogni anno per la mensa e i beveraggi come ricordava l’amico più sopra provano la presenza attuale e costante dei magnifici. Oltre all’uomo dei conti Casagrande (che l’anno scorso si era smingato un F24) che sicuramente aggiorna chi di dovere pissi pissi bau bau di ogni euro che si muove (diciamo NON muove visto che il monogiacca non tira più fuori un euro da 3 anni).

  • Brucior di culo

    Credo si sottovaluti il bruciore di culo che molti integralisti anti-industriali cittadini, provano dal 18 Maggio 2018, la notte in cui il Parma torno’ in Serie A come mai nessuno prima. Per chi ancora si ostina a cercare complotti per addossare ai 7 la colpa dei mali del mondo, deve essere stata una notte da incubo…

  • COMUNQUE quando uno vende una societa’ se lo fa in maniera legale e trasparente poi non ha alcun diritto ( e a fatto bene kk a tagliari i ponti d altronde l ultimo presidente era il figlio di pizzarotti non dico altro ,,,,,,,,stendo un velo pietoso ) ne’ dovere ne e’ colpevole del futuro societario e anche questa storia morale che devi vendere a uno onesto puro o bravo fa un po ridere uno vende a chi gli da i soldi punto, se quelli onesti e bravi non si sono fatti vivi per comperare non e’ colpa sua ,poi tocca all altro e sono cazzi suoi la gestione e i risultati

  • Rispetto per il Pizza

    Stendi pure i veli pietosi che puoi, ma il figlio di’ Pizzarotti, insieme agli altri, ti ha preso dai dilettanti – dove ti aveva portato un bresciano idolatrato da molti che in questo sito sputtanano i sette – e ti ha riportato im Serie A. Altrimenti a quest’ora stavi messo come la Triestina o il Padova, se proprio ti andava di culo. Questi sono fatti e storia, che nessun sarcasmo può cancellare. E la totale ingratitudine di molti verso chi ha messo faccia, impegno e soldi perché il Parma Calcio avesse un futuro, fa pure un po’ schifo.

    • D’accordo con te

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