LA QUESTIONE STAFF
(Gmajo) – Ieri sera, giovedì 2 luglio 2026, il sempre ben alimentato Guglielmo Trupo (non a caso sfoggia una linea invidiabile), ha cinguettato dell’imminente innesto nello staff di Mister Carlos Cuesta Garcia di un nuovo componente: Marco Ciaralli. Chi?, ha postato in una chat WhatsApp un caustico tifoso: dalla Gazzetta Regionale, giornale sportivo on line laziale, attraverso la penna di Lorenzo Canicchio, apprendiamo che il per colui Carneade, ha lavorato per dodici anni nel vivaio della Roma: il tecnico, infatti, è cresciuto nella Tor Tre Teste ed ora ha deciso di lasciare la Capitale per lavorare al fianco del mister Crociato, che pare lo abbia fortemente voluto…
Nei giorni scorsi, sempre Trupo, aveva sfornato un’altra primizia, poi finita sui banconi di altri fruttaroli, ossia la possibilità d’ingresso nello staff di Mister Carlos Cuesta Garcia di Sam Wilson, Lead Performance dell’Arsenal. Il collega, nell’anticiparne l’arrivo, ha fatto riferimento ai precedenti movimenti in uscita del dipartimento, sempre da lui spoilerati tempestivamente, riguardanti dapprima Gabriel Paletta (che era stato l’ultimo ingresso, ad agosto scorso inoltrato) e poi del preparatore atletico (o responsabile della performance) Alberto Pasini.
Considerato che, nel calcio, per Lead Performance si potrebbe intendere la gestione integrata della prestazione atletica, tattica e psicologica della squadra, l’Head of Performance, che ne dovrebbe essere la figura di riferimento, dovrebbe coordinare gli scienziati dello sport (sport science), ossia nutrizionisti, match analyst e preparatori atletici, per massimizzare il rendimento dei giocatori e ridurre al massimo il rischio di infortuni.
Non posso, dunque, non andare a ripensare a quel Mathieu Lacome (presente all’evento mondano dell’anno, le nozze Cracolici-Reverberi), tornato al PSG attorno a Natale, dopo esser stato per 4 stagioni il leader di quell’area performance-analytics a lungo vanto di Kyle Krause che lo considerava come un figlio (più Oliver che Tanner, considerata la materia), di fatto completamente smantellata dopo il suo addio, con altre non conferme o comunque uscite eccellenti, e dunque anche con un conseguente declino dei progetti lanciati con grandi ambizioni durante il suo mandato e magari rimasti sì in piedi per immagine, o occasione di foto istituzionali, ma svuotati e senza particolari concreti sviluppi…
Nel 2024, alla presenza dell’allora MDS Roel Vaeyens, venne sancito un accordo – già precedentemente in atto con giovanili/femminili – per formazione e sviluppo con tirocini formativi destinati a chi frequenta corsi di laurea in “Scienze motorie, sport e salute” e in “Scienze e tecniche delle attività motorie preventive e adattate”, tra cui un corso altamente specializzante dal titolo “Analisi della prestazione degli sport di squadra”, tenuto dallo stesso Lacome, assieme all’allora Responsabile dell’Area Scienze dello Sport Mauro Mandorino (che a fine stagione ha raggiunto Lacome al PSG) e dal Responsabile pro tempore Area Data Analytics Sebastian Coustou (il primo a salutare la compagnia già a maggio 2025). Attività sostenuta da fondi europei e dallo stesso Parma Calcio, che avrebbe aiutato l’inserimento degli studenti nel mondo del lavoro.
L’anno scorso (ottobre 2025), a posare con il rettore Martelli fu il CEO Federico Cherubini, ma, almeno tra i tifosi, quelle che fecero più clamore furono le sue parole pronunziate nell’occasione: “Non so in futuro in che categoria giocherà il Parma”, che, per via di una certa accentuata sensibilità al riguardo, non vennero colte per quello che il Plenipotenziario intendeva effettivamente arguire ossia che con l’attuale proprietà sarà sempre garantita una connessione del club con il territorio. Territorio, però, avevamo chiosato all’epoca, che non è solo rappresentato dalle Istituzioni, ma appunto da anche un variegato tessuto sociale segnato da certe dolorose esperienze precedenti che lo rende sospettoso.
Comunque, smantellato l’ex dipartimento performance-analytics (sopra lo struggente addio social ai colori ducali di Mauro Mandorino, un altro dei presenti al Cracolici Wedding), al di là del cambio di orientamento dell’accordo con l’università (ora seguito da altri dipartimenti), si registrano ulteriori sussulti, come l’antipatico esonero anzitempo del match analyst Fabio Corradini o quello dello storico recupero infortuni (in passato anche altre mansioni) Alessandro Platone, mentre ancora non c’è chiarezza a proposito dell’altro match analist, Simone Salvo e dell’irlandese Ronan Kavanagh che restano in attesa di conoscere il proprio destino, così come già a marzo aveva salutato lo psicologo Stefano Becagli, scritturato durante la gestione Pecchia, lasciando in solitaria la collega Cristiana Conti.
La rivoluzione attorno alla prima squadra maschile, dunque, non si limita ai movimenti inerenti il solo staff di Mister Cuesta, puntualmente annotati – anzi, anticipati – da Trupo, ma abbraccia, dunque, anche altre branche, quelle, appunto, precedentemente coperte dal super dipartimento di Lacome, da cui dipendevano svariate professionalità, che ora, gioco forza, saranno riorganizzate e non è da escludersi che Sam Wilson, col quale Cuesta aveva già lavorato durante la sua esperienza londinese, possa in un qualche modo rappresentare una figura centrale in questo restyling, anziché essere identificato solo in un mero sostituto, che so… di Alberto Pasini, uscito di scena, forse inaspettatamente, considerati i suoi trascorsi alla Juve Next Gen con Cherubini.
Del resto, quando il 15 giugno 2026, Trupo aveva anticipato l’interruzione del rapporto con Gabriel Paletta, pur lasciando intendere che ci sarebbero stati altri movimenti all’interno dello staff della prima squadra maschile Crociata, aveva data per certa la conferma del preparatore, la cui imminente dismissione, invece, è stata oggetto di una notizia successiva, uscita il 28 giugno 2026, sulle stesse colonne di Parma Today.
Ragionando sui saluti di Paletta, c’è chi ha inteso leggere una sorta di desiderio di svolta dal Parma cinicamente concreto e pragmatico del primo Cuesta (“Generale Inverno”) – dal momento che l’argentino era considerato lo specialista della difesa, dati gli eccellenti trascorsi da calciatore – ad un Parma cuestiano 2.0 più propositivo: notoriamente, non appartengo alla categoria di coloro che si arrapano col (presunto) bel gioco, preferendo il raggiungimento dell’obiettivo anche senza fronzoli, ma è fattuale che, nello scorso torneo, ogni qualvolta il mister ha tentato di cambiare qualcosa rispetto all’identità che aveva saputo così bene costruire, non è stato appagato dal risultato. Ora: siccome anche all’interno del club pare ci sia questa godiola della propositività, mi sento di avvertire che forse è meglio atteggiarsi a formichine che a cicale (che il caldo pre-tornado al contrario faceva frinire sin oltre il tramonto, e, ahinoi, tra pochi giorni sarà di nuovo così…).
Ancor prima, però, che venisse fuori il nome di Paletta, durante i lunghi giorni di attesa prima che il club si decidesse ad ufficializzare che, nel rispetto del contratto vigente (dunque non rinnovato, a differenza della dirigenza maschile contrattualizzata sino al 2029) anche per la stagione 2026/27 la responsabilità tecnica della prima squadra sarebbe stata affidata a Carlos Cuesta Garcia, tra le possibili cause all’origine dell’incertezza era emerso prepotentemente lo spiffero di un’imminente corposa revisione dello staff: da una parte potrebbe essere stato il tecnico a chiedere una maggiore autonomia gestionale, essendo lui a metterci la faccia in prima persona e ad essere il primo a rischiare; dall’altra, invece, potrebbe esser stata la stessa società a voler alzare il livello dell’equipe, o semplicemente cercare i “colpevoli” di una stagione che probabilmente non è stata intesa per quello che effettivamente è stata, ben oltre le aspettative, ossia oltremodo positiva, con il raggiungimento anticipato dell’obiettivo (“anticipo” poi sprecato in quei 40 giorni sull’ottovolante…).
Come stiano effettivamente le cose, forse – tra una decina di giorni, alla ripresa – ce lo spiegheranno, come auspicabile, gli stessi interessati: nel caso fosse stato Cuesta a voler fare il Gasperini della situazione (alla Roma è riuscito a far fuori il senior advisor Ranieri prima ancora della fine dei giochi, e poi ha rimaneggiato dallo staff fino ai giocatori, passando attraverso i medici) sarebbe di sicuro una grande prova di forza e personalità, tuttavia del primo staff, resterebbe il più cherubiniano di tutti, ossia Nicola Pavarini, il quale, indubbiamente, si è guadagnato tantissimi punti (per lo meno agli occhi delle folle Crociate di cui è indiscusso idolo) con la valorizzazione non solo di Suzuki, ma anche di Corvi e Rinaldi.
A proposito di preparatori dei portieri, vorrei inserire qui quella che il compianto Bellé, inventore del format, definiva “Storie di ex”. Mutare uno staff tecnico, infatti, non è prerogativa solo del Parma Calcio, anche in altre latitudini capita che s’interrompano collaborazioni consolidate: è il caso, ad esempio, di Claudio Filippi – che aveva lavorato a Parma nella tormentata stagione 2007-08 culminata con la retrocessione, nonostante l’avvicendamento di tre mister (Di Carlo-Cuper-Manzo) – il quale, dopo aver seguito Allegri al Milan, interrompendo i suoi 15 anni alla Juventus, non sarà con lui a Napoli, bensì, in autonomia (portato da Paratici che ben lo conosce…) a Firenze… Allegri perde anche un altro stretto collaboratore, Bernardo Corradi (altro nostro ex), scelto dalla Sampdoria come primo allenatore.
Anche a Lecce novità nella composizione del gruppo di lavoro di Mister Eusebio Di Francesco, con la separazione da Fabrizio Del Rosso che non sarà più l’allenatore in seconda dei salentini, ruolo che aveva ricoperto durante la gestione di Marco Baroni (proprio qui, immagino, che vadano ricercati i motivi). Ora, nel nome della continuità, il vice sarà Giampiero Pinzi, già collaboratore tecnico, con altri spostamenti interni. Per dire, appunto, che son cose che capitano…
Anche nella passata stagione, il Parma aveva avuto il suo daffare nello strutturare lo staff tecnico di Carlos Cuesta, insolitamente presentato (il 26 di giugno del 2025) senza collaboratori, col CEO Cherubini che, nell’occasione, si era preso 8-10 giorni di tempo, poi raddoppiati, giacché la fine del mistero buffo fu il 15 di luglio, in concomitanza col raduno e primo allenamento, allorché vennero ufficializzati Rui Pedro Campos Sá Lemos e Javier Alvarez Acena coi due preparatori, Alberto Pasini per la parte atletica e Nicola Pavarini per il comparto portieri, cui si sarebbe aggiunto, dal 7 agosto, anche Gabriel Paletta. Ed ora i fuoriusciti Paletta e Pasini potrebbero (condizionale d’obbligo sino all’ufficialità) essere rimpiazzati da Marco Ciaralli e Sam Wilson. Gabriele Majo
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A proposito del ritiro invece, si sa se il prolungamento di quello maschile comporterà la riduzione di quello femminile…o se entrambe le squadre convivranno per un paio di giorni?
Non ne abbiamo ancora la certezza, ma il ritiro femminile non dovrebbe subire variazioni a causa dell’allungamento di quello maschile
Possono esserci molti motivi alla base del cambio di Staff.
Magari sono gli stessi membri della scorsa stagione, ora in partenza, che hanno preferito proseguire la loro carriera altrove.
Oppure nel corso della stagione ci sono stati dei problemi che da fuori non è possibile comprendere e che hanno portato Cuesta o la Società, a valutare l’opzione di cambiare alcuni elementi.
Non è facile sapere le ragioni se non ci vengono spiegate dalla Società o dal Mister alla ripresa degli allenamenti. E bisogna anche dire che non è che sia un obbligo spiegare urbi et orbi certe dinamiche all’interno di uno spogliatotio.
Quindi vedremo cosa porterà il vento con l’augurio che se cambiamento sarà, sarà per il meglio della squadra.