venerdì, Agosto 21, 2026
L'OpinioneNews

IL CLUB FA LA SQUADRA, IL MISTER L’ALLENA

(Gmajo) – In una qualsiasi funzionale organizzazione, è necessario che ruoli e funzioni siano ben delineati, nel rispetto del “chi fa che cosa”: nel mio mondo ideale – che non è detto lo sia per tutti – nel calcio, il club fa la squadra, il mister l’allena. Nell’immaginario di taluni addetti ai lavori e tifosi, tuttavia, non dovrebbe essere così, dal momento che, secondo loro, l’allenatore avrebbe diritto a presentare la propria lista della spesa, ossia l’elenco dei calciatori utili al proprio progetto tecnico, con i dirigenti proni ad accontentarlo.

Come di consueto, nottet empo, insonne o meno che sia, mi viene l’ispirazione per i temi da trattare nei miei articoli: per cui, tra me e me, stavo già ragionando su questa tematica, tuttavia, un ulteriore sprone a scriverne è stato questo commento postato stamani da un noto tifoso Crociato, il Lupo, su una chat WhatsApp che ospita entrambi: “Cuesta può e deve ridisegnare la rosa come vuole lui. Altrimenti non ha senso averlo tenuto. Guarda lo Special One a Madrid… Appena arrivato ha dato lista Cessioni/Acquisti. Se vuoi fare un progetto a lunga durata con un allenatore devi fare il ds come se fossi un nipote che va a far la spesa per i nonni. Altrimenti se prendi giocatori che piacciono solo a Cherubini e Pettinà poi fai come la stagione scorsa…”. In sostanza, il contrario di quel che vo predicando io…

A parte che, nella scorsa stagione, le cose sono andate benissimo, considerando che grazie alla strategia di Carlos Cuesta Garcia, il Parma aveva ipotecato la salvezza già a febbraio e aritmeticamente centrata con 4 giornate di anticipo. Con questo caldo le cicale friniscono già di primo mattino, ma le umile formichine pensano già a cosa immagazzinare nei propri magazzeni: il cosiddetto bel gioco, che tanto ci ha fatto riempire la bocca nella passata stagione, è secondario rispetto all’impellenza di portare a casa la pellaccia, e per farlo, nelle ultime due stagioni, il Parma aveva dovuto virare dal calcio leggero e spensierato di Fabio Pecchia, a quello concreto di Chivu prima e Cuesta poi.

A proposito di Chivu e Cuesta, prima di addormentarmi (si fa per dire), mi sono imbattuto in questo scritto di Bartolomeo Bassi su Parma Live: “Rispetto all’anno scorso, dove il calciomercato era già pianificato secondo le volontà di Cristian Chivu (come confermato dal tecnico rumeno) e con poco tempo per Cuesta (come confermato dall’allenatore spagnolo), quest’anno le scelte dei nuovi arrivi rispecchieranno le scelte di modulo e gestione di Cuesta. Finalmente i tifosi del Parma potranno vedere la vera faccia del gioco del tecnico maiorchino di scuola Arteta, con la curiosità di scoprire se il vero Cuesta è quello visto in veste di Generale Inverno o se c’è altro dietro alla difesa ferrea”.

A parte che Barone correggerebbe subito il modulo in sistema di gioco, prendo atto delle conferme, al riguardo, degli allenatori citate dall’autore, tuttavia, mi pare strano che il Parma avesse pianificato la stagione 2025/26 con Chivu in panchina, quando è fattuale che la famosa opzione unilaterale per confermarlo non l’avesse esercitata, per cui, al di là del Marotta di turno (mancato, quest0estate, nel replay della telenovela) che avrebbe poi finito per accontentare tutti portandolo all’Inter, non mi pare ci fosse un disegno preordinato di costruzione di squadra sui suoi desiderata. E non sono neppure convinto che quella che sarà allestita in queste settimane seguirà quelli di Cuesta. Appunto, probabilmente come è giusto che sia, la dirigenza eserciterà il proprio dovere/diritto di scegliere sugli scaffali la merce umana che riterrà opportuna, ovviamente dopo aver ceduto l’attuale gioielleria, nel rispetto dell’auto-sostenibilità.

Personalmente, poi, non ho affatto la fregola di vedere se Cuesta sarà in grado di offrire un calcio differente rispetto a quello assai funzionale della passata stagione, quando – come ammesso anche da Cherubini, solo, però, dopo la tortuosa e tardiva conferma del nocchiero – ha comunque valorizzato i calciatori messigli a disposizione, nonostante per tutta la stagione bene alimentati opinionisti sostenessero il contrario.

Peraltro, già subito dopo l’annuncio social del club che il 13 luglio a guidare il gruppo ci sarà sempre lui, Carlos Cuesta Garcia, si sono succedute ripetute tirate della giacchetta, per indurlo a fare un calcio, per dirla alla Bassi, diverso da quello offerto in veste di Generale Inverno per vedere se se c’è altro dietro alla difesa ferrea. Ad esempio, su Parma Today, Guglielmo Trupo, il 17 giugno, nel pezzo “Prende vita il Cuestismo 2.0″, appuntava: “Carlos dovrà proporre una versione più aggiornata della sua creatura, soprattutto nel software. Il suo Parma dovrà avere un’altra testa, un’altra filosofia: un credo più intenso e aggressivo, meno speculativo e maggiormente orientato al controllo del gioco. Questo nelle intenzioni del tecnico spagnolo, che mira a dare un’identità diversa rispetto a quella mostrata al suo arrivo. Il cambio di rotta, chiaramente, coinvolgerà non solo il campo, ma anche le scelte di mercato sulle quali l’allenatore sta lavorando a stretto contatto con il Club e con le aree che si occuperanno di agire direttamente per rinforzare la squadra”. 

Nel suo elaborato, Trupo, specifica che “Tutto è condiviso – chiaramente – con i vertici dell’Area Tecnica”, ossia, immagino io, con Alessandro Pettinà, il quale, confermato direttore sportivo della maschile, si trova ora a cooperare in sinergia – dopo il restyling del dipartimento, voluto da Cherubini ed avallato (parole sue) dalla proprietà – con Federico Crovari, il quale ha assunto una forte centralità, visto che con lui dovranno coordinarsi anche i confermati Notari Brothers, in un ruolo che si è voluto celebrare come inedito e rivoluzionario, per valorizzare il talento in ogni fase del suo percorso, garantendo a ciascun atleta un percorso di crescita sportiva ed umana, come da virgolettato cherubiniano nella notula, ma che io, più prosaicamente leggo, nella geografia del potere come un ulteriore controllo diretto dell’area da parte del capo-macchina.

Un paio di giorni prima del suo pezzo sul Cuestismo 2.0, Guglielmo Trupo aveva spoilerato l’addio di Gabriel Paletta dallo staff tecnico, mossa che viene interpretata, visto che curava soprattutto la fase difensiva, come una sorta di abbandono del Cuestismo 1.0, quello del Generale Inverno e del pullman posteggiato nell’area piccola. Il giornalista annotava: “L’ex difensore potrebbe essere il primo a lasciare il gruppo di lavoro della Prima Squadra Maschile”. Ah, se è solo il primo, si vede che Trupo ne prevede altri in uscita… Chi? “Confermato il preparatore atletico Pasini”, specifica, sta a vedere, dunque, che non si riferisca a Nicola Pavarini (sotto il quale, nell’immaginario collettivo, sono assai cresciuti i vari numeri uno del Parma Suzuki, Corvi e Rinaldi), che, come Paletta, è in quota alla società, mentre Rui Pedro Campos Sá Lemos e Javier Alvarez Acena, sono stati portati dal Mister. Fatto sta che, per Trupo: “Carlos sembra orientato verso un’idea di calcio molto diversa rispetto a quella vista nell’ultima stagione”. Insomma, si va a finire sempre lì, alla ricerca della propositività smarrita.

Non per fare l’uccello del malaugurio, ma ogni qualvolta, nella passata stagione, Cuesta aveva provato a cambiare registro, erano seguite sconfitte e delusioni assortite, quasi a ribadire l’assoluta necessità del catenaccio (stante il materiale umano a disposizione, come gli era sfuggito una volta, a mio parere provocando la stizza di Cherubini, che magari proprio per quello potrebbe aver a lungo tardato nel confermarlo, ma questa è pura dietrologia, non verità rivelata…), al quale, però, sarebbe bene abbinasse, andando oltre la pagina 100 del Manuale, anche il contropiede, il grande assente. Nella tradizione italica dimenticata, catenaccio e contropiede viaggiavano assieme: uno da solo non basta. Insomma, senza farsi troppo attrarre da smanie da Portogallo, basterebbe fare il Congo…

Curiosamente, ieri sera, tra le tante news (o presunte tali) in circolazione di calcio-mercato che l’infaticabile Luca M. mi segnala puntualmente, ce n’era una davvero curiosa: ossia quella dell’interesse del Parma Calcio per il 35enne attaccante del Congo Cédric Bakambu, il quale è in scadenza di contratto dal Real Betis. L’indiscrezione, messa in circolo da Football Inside News, ne avrebbe del clamoroso, perché sarebbe segno evidente di mutazione della filosofia mercatale del Parma, finora attratto solo da minorenni ed affini (salvo le funzionali disobbedienze di Cherubini, tipo Strefezza e Nicolussi Caviglia, rivelatesi fondamentali per la salvezza), che potrebbe valutare profili maturi (ed oltre). Dopo l’uscita di scena di Lacome e lo smantellamento della sua area performance e analitics questa è la prima sessione estiva in cui Cherubini potrebbe in effetti muoversi imponendo la sua linea, che sicuramente è meno talebana rispetto alla sin qui conosciuta filosofia aziendale sui giovani… Gabriele Majo

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4 pensieri riguardo “IL CLUB FA LA SQUADRA, IL MISTER L’ALLENA

  • Sono d’accordo con lei Direttore, la filosofia dovrebbe dettarla la società, mi permetto solo di dissentire su un punto, l’anno scorso è andata bene, vero, a livello di punti e di risultati.. ma non certo grazie alle scelte in fase di mercato.. per quanto la campagna vendite sia stata ottima, con punte vicine all’eccellenza se analizziamo i soldi incassati rispetto a chi è partito, molto meno bene è stato fatto in entrata: gli acquisti più onerosi, Ordonez e Sorensen su tutti, hanno dimostrato di essere molto acerbi e sono ben lontani anche dal valere la metà dei milioni spesi, lo stesso Troilo ha fatto una buona seconda parte di stagione, da contraltare ai primi mesi, dove sembrava davvero un pesce fuor d’acqua ( parliamo di quasi 30 milioni in 3) anche le soluzioni “all’italiana “ Cutrone e Oristanio hanno fatto male a voler dire poco, e infatti sono stati rispediti al mittente, il solo Brigtsci ha avuto buon rendimento, anche se con alti e bassi.. ingiudicabile poi lo sfortunato Frigan, che dobbiamo augurarci si riprenda, visti i 10 milioni versati per lui.. insomma credo che i meriti dell’allenatore siano stati indubbi nel centrare l’obiettivo nonostante tutti i problemi..e per fortuna il mercato di gennaio ha messo una grande pezza ad una rosa tecnicamente e qualitativamente molto molto modesta.. quindi si, penso si sia anche meritato un po di voce in capitolo

  • Mah… staremo a vedere come si evolvera’ la situazione perche c’e tutta un estate davanti… ma a me fa venire un po i brividi leggere ogni giorno che Cuesta vuol cambiare filosofia di gioco…. Lo scorso anno ha dimostrato di essere flessibile e ha plasmato la squadra in modo da farla rendere al suo massimo portandola ad una buona salvezza nonostante tutto…. Spero che non sia integralista e il cambio se deve avvenire non sia troppo brusco perche qui si rischia di scottarsi/bruciarsi nel cambiare filosofia…. Sopratutto se nel mercato estivo si dovesse operare, come sembra, nel nome dell’autosostenibilita’ come gia avvenuto un anno fa’…. Per me e’ un bel rischio cercare di cambiare filosofia di gioco dopo che quella attuale ti ha portato seppur a fatica a due salvezze. Spero che il mister e il suo staff non la prenda come una sfida ecco… perche sarebbe poi un primo passo verso qualcosa di non bello sportivamente. Poi come gia detto staremo a vedere come si evolvera’ la situazione, perche il calcio alla fin dei conti non e’ una scienza esatta fortunatamente, e ci vuole anche fortuna e bravura nello scegliere i giocatori/uomini adatti….ma a me ripeto, fa venire un po i brividi leggere ogni giorno di questo paventato cambio….

  • Rugolotto è stato spedito nella stiva di un aereo a Parigi (Piovani, Balestrazzi, Lorini e Brianti restano negli Usa tra autostop, sacchi a pelo e cibi da baracchini visto il misero bagget) per piazzare Circati al Parì Sen Germen detto anche Parì Congo Afrique. Allo sceicco Rugolotto elemosinerà per conto di Kraus l’acquisto del mediocre centrale per poter incassare la “plisvalenza, dopo di che da Parigi si sposterà non si sa ancora come in terra di Albione per piazzare Cheita. Di Bernamèl, del Prato, Pellegrino se ne occuperanno Balestrazzi, Lorini e Parma Bidet. Sembra che il Sassuolo abbia richiesto informazioni su Friiiiiigaaaaaaaaannnnnnnnnnnnn!!!!!! Veeeeehhhhhh Friiiiiigaaaaaaannnn!!!

  • Cherubini e paratici due fuoriclasse che giocano assieme vedremo cos’è che voi umani non avrete mai visto ….. ingegneria finanziaria calcistica con pacco da recapitare alle squadre argentine che detengono percentuali sulla rivendita …,

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