venerdì, Agosto 21, 2026
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CHERUBINI-SEMMENS: POSSIBILE LA CONVIVENZA?

(Gmajo) – La notizia dell’approdo al Parma di Federico Cherubini quale amministratore delegato – con entrata in servizio preannunciata per lunedì 27 gennaio 2025 – è, a mio modo di vedere, altamente positiva, per i motivi che ho ampiamente cercato di illustrare nei vari scritti che precedono il presente e sintetizzabili, in poche parole, con l’arrivo, finalmente!, sulla tolda di comando di un unico plenipotenziario, al posto di due distinte figure (corporate e sport), identificato in un professionista italiano con consolidata esperienza della Serie A, sia come uomo di scrivania che di campo.

Vedo, poi, sorridendo, che la mia provocazione di ieri, ossia che l’ingaggio di Cherubini “è la vera risposta di Krause allo striscione dei Boys”, è stata accolta, sposata e rilanciata anche dalla Gazzetta di Parma, che l’ha fatta propria nel pezzo firmato oggi da Marco Bernardini, tutto questo con l’auspicio che il nuovo dirigente possa davvero soddisfare le tradizioni italiane, mettendoci la faccia quando necessario, facendo da scudo ad allenatori e calciatori, per un dialogo costruttivo e concreto con la tifoseria che si era lamentata di questa lacuna con la recente tanto discussa lenzuolata.

Ma il punto cruciale della questione è proprio questo: non è che, preso dall’entusiasmo, mi sto illudendo che basti l’arrivo di Cherubini per risolvere, come d’incanto, tutte le complesse problematiche di governance del club che, nel suo non so quanto volontario e preparato, testamento spirituale ,ci ha lasciato testimonianza il decapitato Luca Martines nell’ultima intervista rilasciata a Radio Tv Serie A?

La corretta governance della società, vorrebbe, infatti, superate, con un uomo solo al comando, appena arrivato, ma fortemente voluto e ricercato da tempo, ogni possibile forma di interferenza e supervisione esterna (della sovrastruttura di gruppo, tanto per essere chiari): ma potrà essere davvero così, oppure continuerà ad esserci un intermediario tra il (teorico) massimo dirigente e la proprietà? Dico questo, perché, non so se potrà essere superato lo schema da tempo in funzione, per cui il contatto diretto col dominus non ce l’aveva direttamente chi è al vertice della struttura controllata (in precedenza i due managing director), ma il filtro, nel caso specifico il supermanager, responsabile di tutte le squadre del gruppo, ossia Martin Semmens.

L’ex Southampton – nella foto di repertorio sopra immortalato, in un locale di Parma, con il presidente Kyle Krause e l’ex Chief Financial Officer and Chief of Staff di Krause Group Erin Kuhl, che da poco ha salutato la compagnia, a conferma delle porte eternamente girevoli della company – dopo l’allontanamento del mai surrogato Roel Vaeyens, aveva assunto, pur senza essere in pianta organica, sempre maggiore importanza nella gestione quotidiana del club, mettendo parola su tutto, dal tema stadio (peraltro non più una priorità, e temo proprio che la nostra amministrazione sia riuscita a gettare alle ortiche l’opportunità di avere lo stadio nuovo/rifatto) a quelli sportivi, calciomercato incluso.

Come raccontavamo a caldo, addirittura c’era la sensazione – nelle prime convulse ore da quando le risorse umane avevano comunicato a Martines, che non rientrava più tra queste – che plenipotenziario lo diventasse proprio Semmens (il quale è in Italia con una certa stabilità, a differenza di Krause, la cui ipotizzata trasformazione in Lotito non c’è mai stata, giacché la frequenza delle sue presenze a Collecchio non è mai aumentata), prima dell’uscita a sorpresa dal cilindro del nome di Federico Cherubini.

Cherubini e Semmens sono assimilati dal comune ruolo svolto nel tempo di “consiliore”, termine che non piace al purista della lingua italiana Luca Tegoni, nostro brillante autore, che me lo contesta, perché giustamente manca una “g”, ma che comunque bene rappresenta la figura di chi sussurra non ai cavalli, ma al padrone, le mosse da fare, con la sostanziale differenza che il primo lo faceva da esterno totale, ossia in amicizia con il Pres che in lui ha sempre nutrito fiducia, al punto da dargli retta nel prendere il capostipite degli ormai fuori pianta organica managing director sport, ossia Javier Ribalta, mentre il secondo a libro paga del gruppo.

La domanda delle cento pistole è appunto quella del titolo: possono le due eminenze grigie coesistere? E nel caso, chi conta di più? Non è per osservare dal buco della serratura, che ce lo domandiamo, ma perché, dopo le pubbliche rivelazioni di Luca Martines sulle difficoltà di governance dei sotto-strutturati, rispetto alla sovrastruttura complessa, anche per dirimere le più banali questioni della quotidianità, è lecito porcela, poiché potrebbe essere un problema se la catena del collare del nuovo arrivato potesse esser troppo corta, e se determinante fosse, ancora come ora, l’intermediazione di Semmens e non l’interlocuzione diretta con il proprietario.

L’auspicio, però, è che essendosi materializzato dopo lunghi mesi un matrimonio che in quei giorni venne smentito (e a me toccò dar ragione ad Ampollini, il quale, all’epoca, aveva sbugiardato i frettolosi Schira, Di Marzio e Marchetti che avevano svelato il corteggiamento), è che, nel frattempo, Federico Cherubini, che non è certo uno sprovveduto e che Krause lo conosce bene, prima di pronunziare il fatidico (e tardivo) sì, abbia ricevuto adeguate garanzie di autonomia decisionale, senza accontentarsi solo dello stipendio che percepirà. Nello stesso tempo, c’è da sperare che il tycoon – che con tutti i soldi spesi in liquidazioni avrebbe potuto pagare Bastoni e Barella… – abbia non solo compreso che la formula giusta è quella della trazione univoca e non bipartita, ma anche che chi è al timone abbia il diritto (oltre al dovere) di navigare senza continue variazioni della traiettoria. In sostanza: Krause faccia l’armatore e Cherubini l’ammiraglio, senza che Semmens continui a fare il navigatoreGabriele Majo

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Gabriele Majo

Gabriele Majo, 62 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 a Dicembre 2023 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società. Dal 2010, a conferma di una indiscussa poliedricità, ha iniziato un percorso come attore/figurazione speciale di film e cortometraggi: l'apice l'ha raggiunto con il cammeo (parte parlata) all'interno del pluripremiato film di Giorgio Diritti "Volevo Nascondermi" (con presenza nel trailer ufficiale) e partecipazioni in "Baciato dalla Fortuna", "La Certosa di Parma", "Fai bei sogni" (del regista Marco Bellocchio), "Il Treno dei bambini" di Cristina Comencini, "Postcard from Earth" del regista Darren Aronofsky, "Ferrari" del regista Michael Mann, "Giovannino Guareschi" del regista Andrea Porporati, film "Ammazzare stanca", film "I giorni più intensi di Guido Kalb", serie Tv "Il Capo perfetto", serie Tv "Motorvalley". Apparizioni anche nei cortometraggi nazionali "Tracce", "Variazioni", "L'Assassinio di Davide Menguzzi", "Pausa pranzo di lavoro", "3 di Picche", "Le jour de la robe de la mariée", "Pazzia"; video clip ufficiale di "Sto bene al mare" di Marco Mengoni feat Sayf, Rkomi; video clip musicale girato a "Il brutto anatroccolo" di Milano; tra i protagonisti (Ispettore Majo) della produzione locale della Mezzani Film "La Spétnèda", e poi nei successivi lavori "ColPo di Genio", "Franciao", "Sconcerto nella Bassa".

9 pensieri riguardo “CHERUBINI-SEMMENS: POSSIBILE LA CONVIVENZA?

  • Direi che visto lo schifo degli ultimi 18 mesi, ovvero da quando c’è questo Semmens non si tratta sicuramente di soggetto illuminato…ergo se si leva dai maroni anche lui non possiamo che giovarne.

  • Ale Pongonazzo

    Direttore, quesito che mi sono posto quando ho letto …al Parma Cherub”, già in quel momento mi sono chiesto di Mr. Southampton…come dice sopra il Davide se i risultati dei suoi sussurri sono quelli che abbiamo davanti…l’ è mej c’al viàgia.
    Detto questo tutti si interrogano su quali potrebbero essere i primi provvedimenti del nuovo chief.
    Pur sapendo che è una suggestione alquanto improbabile, se non proprio tra le primissime azioni, sarebbe significativo che con un colpo di spugna si sgomberasse il campo, in questo ennesimo nuovo inizio (cacofonia ?, eco?, riverbero?), dalla pendenza Parma calcio vs Majo.
    Cosa fregherà mai ai tifosi… Penso, visto che si dice sempre che la differenza la fanno le sfumature ed i particolari anche quelli apparentemente meno rilevanti, che sarebbe un importante segnale alla “comunità dei tifosi” od almeno ad una sua parte di come sarà “il nuovo approccio”
    Un provvedimento sincrono con questo avvicendamento, darebbe l’idea di una società che ragiona in modo nuovo, che non teme opinioni differenti e che si rende disponibile ad un confronto che ne definirebbe i contorni, con nuova forza ed autorevolezza, senza il bisogno di paraventi legali che paiono un po’ situazioni da “allora lo dico alla maestra”.
    “Guanto di ferro in pugno di velluto”, auspico che ci si possa ispirare a questo, la fermezza e l’autorevolezza credo siano imprescindibili sia all’interno della società che della squadra come all’esterno, ma anche un po’ di diplomazia, garbo e disponibilità non guastano nell’esercitarle.

    • Caro Ale, grazie per le sue parole: vero è che presentandosi cancellando la “pendenza” con me sarebbe un ottimo biglietto da visita per il nuovo venuto, ma non credo sia corretto addossargli responsabilità/compiti che non gli competono, visto che l’ordine di agire nei miei confronti al povero Martines era arrivato d’oltreoceano e dubito che il nuovo acquisto voglia contraddire la volontà del suo datore di lavoro subito, risolvendo il problema Majo in maniera differente dai suoi desiderata. Certo, anch’io auspico che il suo arrivo possa coincidere con una nuova più positiva stagione nei rapporti con gli organi di stampa locali (i nazionali non vivono la quotidianità e sovente bevono alla fonte quel che questa irroga), basati più sul terrore che sul rispetto.

      Non vorrei poi, che, come azzardato da Lorenzo, qualcuno scambiasse il mio totale gradimento su Cherubini, come una captatio benevolentiae, proprio per cercare di essere amnistiato. La questione pendente, che resto dell’avviso sia una notevole macchia per il Parma Calcio, non penso possa risolversi con un classico colpo di spugna (tipico del cambio dei governi), né, onestamente, è quello che vado cercando. Io sono molto sicuro del fatto mio: non ho mai inventato notizie in 40 anni di carriera, non vedo per quale motivo, ora che ne sono quasi al termine, avrei dovuto macchiarla tirando a fuori la presunta call tra Pecchie e Krause, a proposito di Cyprien, peraltro 40 giorni abbondanti dopo i fatti narrati. Io sono convinto che quella conversazione intercontinentale ci sia stata, poiché così ho saputo da fonti attendibili, con doverosi riscontri prima di scriverlo, come previsto dalla deontologia professionale. Al Parma avevo offerto, come mio dovere e loro diritto, la possibilità di rettificare il mio assunto, ma loro hanno preferito adire le vie legali. Io, per difendermi dall’attacco, ho risposto scegliendo un principe del foro come il noto avvocato Grassani, che mi costa un occhio della testa: sicché, ora, è difficile chiuderla come se nulla fosse accaduto, poiché non ho alcuna intenzione di rimetterci il cotto e il crudo, anche se la mia disponibilità ad un dialogo costruttivo resta invariata

      • Ale Pongonazzo

        …ne sa’ maj…. il suo pensiero su tutto mi è chiaro da tempo ed è pure apprezzato, nella sua onestà intellettuale sempre riconosciuta, anche quando in disaccordo … mi’ però, continuo a pensare che da parte loro, chiunque abbia generato la spropositata azione, un’ ammissione implicita di aver sbagliato gioverebbe molto anche alla loro immagine…chi riconosce un errore si dimostra forte non debole.

        • Ecco, spero di sbagliarmi, ma secondo me non ci sono proprio le condizioni per tale… dimostrazione di forza…

      • Crociato77

        Legga le corbellerie di trupo sullo spareggio salvezza e sulla classifica su parma today

  • CLAUDIO DA SALSOMAGGIORE TERME

    Son certo anzi certissimo che se ci fosse stato in società CHERUBINI, tutto quello che col Parma di assurdo le è successo caro Majo, non sarebbe mai successo ma vedrà che von lui tutto di sistemerà

    • Caro Claudio, come scrivevo anche ad altri, temo che ormai ci si sia spinti un po’ troppo avanti, né credo che il nuovo dirigente intenda far adombrare il suo datore di lavoro parlandogli di quella faccenda. Spero, quello sì, che si inauguri una nuova stagione basata sul rispetto reciproco.

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